“ DUE VITE” DI SILVIO VALDEVIT LOVRIHA
Una poesia, proposta da Silvio Valdevit Lovriha, che ha in sé un profondo significato e racchiude l’ intera parabola esistenziale: un’ esistenza agli sgoccioli è parallela a una appena sbocciata, tutta da vivere. L’ immagine del vecchio, giunto quasi al termine del suo cammino, accostata a quella del bambino appena affacciatosi alla vita, è di grande efficacia simbolica: una vita che si spegne e un’ altra che sboccia, nel ciclo incessante dell’ esistenza. È una poesia che parla del tempo, dell’ inevitabile ritorno e della continuità della vita, con delicatezza e intensa umanità. Il rintocco del campanile diventa il simbolo del tempo che richiama il vecchio al suo destino, mentre il bambino, ignaro di tutto, continua a giocare. Il finale, semplice ma potente, suggerisce che la vita non si interrompe: cambia volto, si rinnova e continua il suo cammino. La malinconia che attraversa i versi non è disperazione, bensì una serena accettazione del ciclo naturale dell’ esistenza. [ M. R. Teni ]
Il vecchio, sfinito, riposa su una pietra, con la pipa spenta, e guarda, bonario e pensoso, l’ ilare bambino, spensierato, saltare e correre nell’ esteso prato.
Vorrebbe fermarsi ancora, ma il campanile, puntuale, batte le ore: ormai non c’ è più verso.
S’ è fatto tardi. Da dove è venuto, con l’ aiuto di un bastone, deve, suo malgrado, per forza tornare.
Incurante, il bimbo continua a giocare. Silvio Valdevit Lovriha
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