RIVISTA CULTURA OLTRE LUGLIO 2026 - N.7 | Page 31

“ CRISALIDI, AMNESIE DI UN GIORNO ALL’ IMBRUNIRE” E“ ORFANI DI LUCE” DI FRANCESCO D’ ADDINO
Presentiamo oggi il poeta Francesco D’ Addino che ci propone i componimenti“ Tendini”,“ Gange” e“ Alla radice del tempo” presentiall’ interno della raccolta“ Crisalidi, amnesie di un giorno all’ imbrunire” e“ Di sangue ed inchiostro” e“ Versi dell’ 1,26” presenti nella raccolta inedita“ Orfani di luce” di prossima uscita. Queste poesie sembrano appartenere a una stessa costellazione poetica: il viaggio, il tempo e la ricerca di sé che diventano i tre assi portanti di una scrittura fortemente simbolica, più evocativa che narrativa. Non raccontano eventi, ma stati interiori, affidando alle immagini il compito di suggerire emozioni e riflessioni. Ciò che colpisce è l’ uso di metafore di grande intensità visiva. La“ nera farfalla” che copre gli occhi della notte, il poeta che diviene“ inchiostro al margine del foglio”, la“ radice del tempo”, le“ gambe di manichino attaccate al cuore”: sono immagini che sfuggono al realismo e si collocano in una dimensione quasi visionaria. L’ elemento simbolico prevale sempre sulla descrizione, lasciando al lettore il piacere dell’ interpretazione. Il tema del viaggio è presente in forme diverse, fino ad assumere una dimensione spirituale: il Gange non è soltanto un luogo geografico, ma diventa il simbolo di un cammino verso la conoscenza e l’ illuminazione interiore. Nella quarta lirica, invece, il viaggio attraversa il“ sub-urbano dell’ Anima”, un’ espressione originale che richiama gli spazi periferici e meno esplorati dell’ interiorità, dove il soggetto continua a sentirsi“ eterno allievo della Maestra Vita”. In entrambi i casi il percorso non conduce a una meta definitiva, ma rappresenta una continua ricerca. Molto significativo è anche il rapporto con il tempo e ne è un esempio la seconda poesia dove il tempo non è vissuto come semplice successione cronologica, ma come materia viva che lascia tracce, priva di nostalgia, nella quale la memoria diventa patrimonio e non rimpianto. Dal punto di vista stilistico emerge una scrittura essenziale, costruita per frammenti. I versi sono brevi, spesso privi di punteggiatura, e affidano al ritmo delle immagini il movimento del testo. Si avverte una certa vicinanza alla poesia contemporanea, nella quale il significato nasce più dalle associazioni simboliche che dalla linearità sintattica. [ M. R. Teni ]
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