“ EGUAGLIANZA FORMALE O PARI DIGNITÀ?” DI MARIA ROSARIA TENI
Siamo in quella stagione in cui c’ è bisogno di leggerezza: a luglio, si sa, il caldo è insopportabile, brulica la voglia di evasione, e le giornate lunghe, che offrono tramonti da sogno, portano al desiderio di vivere in maniera spensierata e respirare attimi di pura semplicità e autenticità. È pur sempre desiderabile ricaricarsi e ritrovare la bellezza delle piccole cose in ciò che ci circonda e ci avvolge in questi mesi estivi, rigogliosi e pieni di sole. Sarebbe tutto perfetto se, tuttavia, riuscissimo a non guardare a quello che succede quotidianamente. Soffia un vento che non si arresta, purtroppo, neanche dinanzi alla calura estiva e che ci travolge con raffiche che colpiscono la nostra interiorità, che non riesce a rimanere indenne. Povertà da record, welfare sempre più debole, razzismo dilagante che calpesta un“ articolo 3” della nostra Costituzione basato su eguaglianza e pari dignità sociale, chiarendo che dopo aver garantito eguaglianza formale si dovrebbe passare alla rimozione di ostacoli che limitano le libertà. Certamente le limitazioni creano confini sempre più marcati e ne è una prova l’ immigrazione che diventa sempre più una minaccia e non una situazione da governare con diritti e inclusione. Inevitabile approdare quindi verso una deriva di violenza inarrestabile che pregiudica ancora di più la sicurezza dei cittadini. Sarebbe opportuno riflettere su come si senta una persona esclusa e additata, a volte minacciata e quali possano essere le ripercussioni più nefaste. Si sta sgretolando ogni concetto democratico costruito in 80 anni e le premesse costituzionali, che chiedevano la liberazione degli ostacoli, ora si sovvertono paradossalmente in un ossequio a progetti politici autoritari e contrari a quei principi costituzionali saldi e ineccepibili. Il secondo comma dell’“ articolo 3” della nostra Costituzione non è una speranza: è un mandato inderogabile su cui si fonda la cittadinanza in Italia, dove le vite degli uomini, delle donne, dei lavoratori, dei migranti valgono come esseri umani e non solo nella misura in cui servono al mantenimento di un potere che si avvale di autoritarismo e controllo. Rimuovere ostacoli equivale a riconoscere il principio di eguaglianza. La Costituzione quindi non è un residuo museale da citare in celebrazioni e occasioni varie, ma un baluardo che garantisce ancora la sopravvivenza civile in uno Stato che progressivamente si inclina verso forme di smantellamento delle tutele previste. Non posso fare a meno di pensare a quanto accade nei campi arroventati delle campagne, dove ci sono uomini che lavorano in condizioni disumane per un salario ridicolo e per assicurare che sulle tavole imbandite arrivino primizie. Non posso dimenticare le tante vite spente nel mare che oggi è pieno di bagnanti profumati da creme solari senza provare un profondo rammarico, considerando che forse qualcuno avrebbe potuto salvarsi e qualche bimbo avrebbe avuto ancora la gioia di continuare a giocare con quei pochi gio-