“ STRANEZZE” DI SILVIO VALDEVIT LOVRIHA
Proponiamo oggi, nella nostra rubrica, il racconto di Silvio Valdevit Lovriha che mette abilmente in evidenzia un sottile fascino delle piccole cose e riesce a trasformare un gesto semplice, quale appunto quello di spedire una cartolina, in una riflessione sul tempo che sta cambiando. La progressiva scomparsa delle cartoline e dei francobolli diventa allora il simbolo di un mondo che si allontana silenziosamente, mentre la memoria di Menocchio continua a resistere ai secoli, nella memoria di quel paese e in tutte quelle piccole stranezze che la nostra quotidianità, troppo veloce e a volte superficiale, non riesce più a riconoscere. L’ ironia con cui vengono narrati gli episodi rende il testo piacevole e leggero, ma lascia anche una sottile vena di nostalgia. È un racconto che invita a riscoprire il valore dei gesti lenti, della memoria e dell’ incontro umano. [ M. R. Teni ]
Se non fosse per le piccole cose che mi sono capitate, forse irripetibili, non ne scriverei. E invece … Era la mattina di martedì 19 maggio quando, dopo aver portato l’ auto in officina per alcune piccole riparazioni e per il collaudo, avendo qualche ora a disposizione, decisi di rivisitare il centro di Montereale Valcellina, il paese che diede i natali a Domenico Scandella, l’ eretico mugnaio soprannominato Menocchio, del quale ha scritto pagine memorabili quella colta e autorevole figura che risponde al nome di Carlo Ginzburg. La mattinata era bella, calda e assolata, ma non afosa. Mi incamminai così per il reticolo di stradine, ammirando case e orti, tutti curati con evidente passione e amore. Mi è rimasta particolarmente impressa la via denominata Vicolo del Ferro, evidentemente, un tempo, sede di numerose botteghe artigiane, con forge accese e pesanti incudini sulle quali si lavorava il ferro battuto per realizzare cancelli e recinzioni, oppure per riparare le ruote dei carri e ferrarne i cavalli. Nel silenzio quasi assordante di quella mattina, non era difficile, con un po’ d’ immaginazione, figurarsi l’ esperto fabbro intento al suo lavoro creativo e udire i precisi colpi di martello sull’ acciaio, accompagnati dallo sprigionarsi delle scintille. Poi, a un certo punto, mi venne quella che mi sembrò una brillante idea: perché non inviare una cartolina alla direttrice della rivista letteraria CulturaOltre, proprio dal paese di Menocchio?
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