Aprire una valigia , buttarci dentro due maglioni , uscire di casa , salire su un autobus erano stati i gesti più arditi di tutta la sua vita .
Sull ’ autobus aveva incontrato tanta gente , ma solo un signore allampanato aveva catturato la sua attenzione . Avrebbe tanto voluto seguirlo in casa sua , avrebbe tanto voluto cenare con lui e sua moglie e addormentarsi insieme a loro sul vecchio divano , mentre fingevano di guardare un film alla TV .
Ma quel probabile padre era sceso da solo e le aveva liberato lo sguardo giusto per farle vedere che al mondo c ’ è tanta gente che soffre . Il ragazzo di colore , ad esempio . Lui e tutti i suoi addii , la penosa busta di plastica piena di mercanzia scadente e la traversata drammatica e il letto lercio in una casa senza famiglia .
Era sceso anche il ragazzo . Lei gli aveva fatto una carezza col cuore e augurato buona fortuna .
Ormai sola su quell ’ autobus addormentato , si era vista riflessa nel vetro di fronte . Aveva cambiato posto , aveva raggiunto quell ’ immagine di lei per fare compagnia a sé stessa . Ma i pensieri la inseguivano , le parole producevano un ’ eco infinita nel suo cervello .
“ Perdonami , ti amo . Perdonami , ti amo . Perdonami , ti amo ”. Forse non era cattivo , forse l ’ amava davvero , a modo suo .
Lo immaginava all ’ arrivo in casa . Non l ’ avrebbe trovata , sarebbe impazzito , e se fosse tornata , stavolta l ’ avrebbe uccisa .
Stavolta no , invece . Non l ’ avrebbe sfiorata né con le sue mani né col suono delle sue parole .
Chi ama non picchia . Chi ama non usa violenza . Chi ama non fa del male . Chi ama non uccide .
Chi maltratta , picchia , uccide non ama . Chiaro come la luce dell ’ alba . Possiamo dargli mille nomi , ma non chiamiamolo amore .
L ’ autobus era giunto al capolinea . Il commissariato era lì di fronte e sua madre , infreddolita e incredula , l ’ aspettava con un guizzo di felicità negli occhi stanchi .
Il cammino per ritrovarsi non sarebbe stato breve o facile , ma certamente era finita la salita .
Maria Rosaria Greco
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