A proposito di donne , collegandomi a quanto scritto nella rubrica dedicata
“ A proposito di Donne ”, mi sembra appropriato e significativo presentare il racconto di Maria Rosaria Greco , una scrittrice sensibile e raffinata che ha dato vita a una narrazione toccante e incisiva , capace di indurre profonde riflessioni . In questa nostra rivista , dove l ’ amore per la cultura , la poesia e l ’ arte rappresentano un ’ ancora cui aggrapparsi per sopravvivere alle intemperie di una società logorata da nefandezze , è un privilegio poter ospitare autori e autrici sensibili e attenti alle vicende che attraversano questo nostro tempo . Nel racconto di Maria Rosaria Greco , attraverso l ’ uso di uno stile sapientemente equilibrato , si fondono stati d ’ animo ed emozioni che catturano il lettore e lo conducono a meditare sul destino di un ’ umanità travagliata . [ Maria Rosaria Teni ]
L ’ autobus è pieno , la luce è grigia e tipicamente invernale . C ’ è un signore alto e allampanato che mi guarda distrattamente . Indossa un loden ed un cappello grigio di feltro , che rimanda , attraverso un ’ impercettibile nuvola di vapore , il freddo preso per strada . È triste . Mi sembra triste . Ma forse è solo immerso in pensieri tutti suoi . E magari a casa c ’ è la moglie che lo aspetta seduta a tavola , di fronte a un minestrone caldo . E il televisore acceso su altri mondi e altre vite sconosciute e in fondo amiche .
Lui entrerà in casa , toglierà le scarpe , le darà un bacio , andrà a lavarsi le mani e siederà con lei a consumare quel momento di pace e famiglia , felice come un bambino nel ventre materno . E dimenticherà l ’ affanno di un lavoro sempre più difficile , lascerà fuori la giungla che per molte ore l ’ ha avvolto , succhiandogli energie ed identità . E dopo cena , siederà sul suo vecchio , consolante divano e , mano nella mano , si addormenterà accanto a sua moglie , mentre fingeranno di guardare un film alla TV .
O forse vive coi suoi figli disperati e disoccupati , ciondoli incapaci di pensare al futuro che vivono il presente come i pupi di un presepe inanimato . Fissi , immobili , tristi anche loro .
E i loro volti vuoti diventano chiodi negli occhi di lui . Che ha trascorso la sua vita lavorando per loro e per loro sognando un giorno migliore del suo .
Intanto che io fantastico , arriva alla sua fermata e scende . Così un ’ esistenza se ne va .
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