e Persuasione, sei storie familiari, sei piccole commedie umane che rappresentano fedelmente le idee, i valori, le abitudini e le aspirazioni della società inglese dell’ epoca. In ogni romanzo emerge una protagonista femminile( Elisabeth, Marianne, Catherine, Emma, Fanny e Anna), c’ è un equivoco o un nodo d’ amore o di orgoglio, ma in ogni romanzo è presente una perfetta descrizione dei valori umani che costituisce poi la base di ogni intreccio e si nota il buon senso, la sensibilità, l’ indipendenza di giudizio, le buone maniere, tutte egualmente evidenziate attraverso un linguaggio accurato. Jane cesella con innato talento ogni situazione e adotta dialoghi caratterizzati da una musicalità aggraziata che dona brillantezza e fa rimbalzare la storia dalla pagina alla vita reale, in cui ogni lettore si sente trasportato. La scrittrice uscì dall’ anonimato, dove era stata per più di vent’ anni, soltanto nell’ ultimo periodo della sua vita e questo ha segnato sicuramente anche la fine della sua tranquillità, perché quando cominciò ad essere nota per i suoi romanzi, non poté più esimersi dai giudizi degli altri letterati del tempo, diventando consapevole della svolta subita in quanto riconosciuta scrittrice a tutti gli effetti. Non le si può negare, infatti, che sia stata la prima ad inventare un metodo chiaro e misurato, ma anche profondo e suggestivo, per esprimere meglio e caratterizzare perfettamente non soltanto ciò che è la vita ma anche ciò che rappresentavano le persone che vivevano attorno a lei. In un suo giudizio critico, Walter Scott affermava: « Ho letto almeno per tre volte il romanzo Orgoglio e pregiudizio, scritto meravigliosamente … Quella giovane donna ha, nel descrivere gli eventi, i sentimenti e i caratteri della vita quotidiana e il più meraviglioso talento che io abbia mai incontrato ». Ancora Mario Praz afferma che ciò che si ammira prevalentemente nella Austen è la linda stesura quasi notarile, la puntualità delle azioni e reazioni, come l’ estremo limite dell’ antiromantico, oltre al quale non c’ è più arte ma meno discorso logico. Edward Morgan Foster si pone un interrogativo profondo chiedendosi perché mai i personaggi di Jane Austen ci procurano un piacere leggero, ma nuovo, tutte le volte che ricompaiono, diversamente dal piacere meccanicamente ripetuto che ci procura un personaggio di Dickens. In conclusione, con tutta la mia profonda ammirazione per Jane, ciò che posso dire è che la frase con cui si apre Orgoglio e pregiudizio è ancora emblematica di un’ epoca e di una nuova forma di scrittura al femminile e, una volta letta, non la si scorda più: « È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di ammogliarsi. Per quanto poco si conoscano, di costui, i sentimenti e le intenzioni, fino dal suo primo apparire nelle vicinanze, questa verità si trova così radicata nelle teste delle famiglie circostanti che queste lo considerano senz’ altro come la legittima proprietà dell’ una o dell’ altra delle loro figliuole ». Un biglietto da visita della società del tempo, dell’ importanza dei costumi e delle consuetudini sociali che Jane Austen ha saputo tratteggiare con impareggiabile padronanza e virtuosismo.
Maria Rosaria Teni
[ 1 ] E. Cecchi, in Storia della letteratura inglese nel secolo XIX, cap. IV, Milano, 1915 [ 2 ] M. Praz, in Storia della letteratura inglese, cap. XVII, Firenze, 1951
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