RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 | Page 6

aprile resta un punto di riferimento fondamentale, ma non più scontato. Le piazze si riempiono ancora, le istituzioni celebrano, le scuole raccontano. La libertà conquistata non è un’ eredità immobile, ma una responsabilità quotidiana che va custodita, difesa e soprattutto vissuta ogni giorno, nelle scelte piccole e grandi. È nella capacità di dialogare, nel rispetto delle differenze, nell’ impegno per una società più giusta che quella memoria trova il suo significato più autentico soprattutto in questo momento di divisioni e linguaggi sempre più duri, in cui il richiamo alla democrazia, al rispetto e alla partecipazione assume un valore ancora più urgente. Ricordare il 25 aprile significa interrogarsi sul presente. In Europa e nel mondo assistiamo al ritorno di conflitti, a tensioni geopolitiche, a un clima di crescente polarizzazione. La guerra, che per decenni era sembrata un ricordo lontano, è tornata a essere una presenza concreta nel dibattito quotidiano. Questo rende il significato del 25 aprile ancora più attuale: non solo celebrazione della libertà, ma monito sulla sua vulnerabilità. Ogni giorno emergono segnali che invitano alla riflessione: il confronto politico è spesso acceso, a tratti divisivo e il dialogo scivola facilmente nella contrapposizione. In questo contesto, i valori che il 25 aprile rappresenta – libertà, democrazia, partecipazione – non possono essere dati per acquisiti, ma vanno continuamente rinnovati. Non si tratta di trasformare una ricorrenza storica in uno strumento di scontro, ma di riconoscerne la capacità di parlare al presente. Il 25 aprile ci ricorda che la democrazia nasce dal conflitto ma vive di equilibrio, che la libertà è una conquista collettiva e non un fatto individuale, che la memoria non è mai neutra, ma sempre responsabilità. Quanto resta, allora, di questi simboli oggi? Resta ciò che siamo disposti a custodire. Resta nella memoria che non si spegne, nella consapevolezza di voler difendere la nostra democrazia, nella creazione di azioni quotidiane che lottano contro l’ indifferenza, nel modo in cui abitiamo la nostra comunità, nel continuare a parlare di pace mentre la guerra infuria sospinta da ideologie insensate.
Per i morti della resistenza Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce perché tutti li avessero aperti per sempre alla luce. Giuseppe Ungaretti
- 6-