Ogni borgo faceva la sua“ righea” era una gara a chi la faceva più bella. Si lavorava per tempo, senza sosta, a Serravalle, a Pieve e a Costa. Dalle monache in Duomo la più grande fatta, si dice, a quel che sembra con la creta più buona, quella del Monte Altare. Uomini e donne, giovani e vecchi tutti a giocare con le uova sode colorate attenti che non si rompessero, che restassero come nuovi. Intanto che le uova rotolavano nella“ righea” si facevano due chiacchiere e, contenti, si rideva. Silvio Valdevit Lovriha Pubblicata sul libretto“ Poesie sociali e politiche”.
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