Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 61
Trasformare la società in una vera comunità
Il sociologo tedesco Ferdinand Tönnies ha descritto esaurientemente la
differenza tra comunità (gemeinshaft) e società (gesellshaft).
La comunità è quella che si crea naturalmente entro un gruppo di persone
(famiglia, vicinato, amicizia) legate da vincoli di sangue, di luogo o di
spirito.
Essa si basa sul consenso, sulla comprensione, sulla cooperazione. E
comporta rapporti di reciprocità, intimi e duraturi, improntati al sentire
comune, alla condivisione ed alla gratuità (amore, dono).
Mentre la società è il risultato di un contratto fondato sulla volontà
razionale e sull’ interesse, una costruzione artificiale dove i rapporti si
basano sullo scambio, attraverso cui ognuno cerca di ottenere più di quanto
sia disposto a dare.
Lo scambio utilitaristico non mette in relazione le persone nella loro
totalità, ma solo le prestazioni, perciò favorisce la competizione,
mascherata dall’ ipocrisia di un fine comune.
In sostanza, nella comunità gli individui restano essenzialmente uniti
nonostante i fattori che li dividono, mentre nella società essi rimangono
sostanzialmente separati nonostante i fattori che li uniscono.
A partire dall’ Età Moderna, quando sono sempre più lo Stato e il Mercato
a regolare la vita quotidiana, la società tende a prevalere sulla comunità.
La vita impersonale nelle metropoli rende superflui i rapporti di vicinato, l’
omologazione e la burocrazia cancellano le differenze geografiche e
culturali, la secolarizzazione ed il razionalismo tecnoscientifico
ridicolizzano le tradizioni e la spiritualità, i rapporti d’amore e d’amicizia
diventano superficiali e temporanei (società liquida). Mentre anche la
famiglia viene snaturata, assumendo sempre più le sembianze di un’
azienda di produzione e riproduzione, imperniata su rapporti di tipo
contrattuale.
Sporadicamente, qui e là, sorgono sacche di resistenza identitaria e
comunitaria che però degenerano nell’ oltranzismo reazionario, fondando
la loro ragion d’ essere sulla paura e sul rancore, fino a sconfinare nel
razzismo e nel nazionalismo.
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