Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 55

Superare la farsa democratica Nessuno può negare che quello democratico sia il modo migliore per discutere e prendere delle decisioni. La libertà di parola, il rispetto delle opinioni altrui, la pari dignità, sono tutte caratteristiche che connotano la superiorità del metodo democratico rispetto a quello autoritario. Altri metodi non ce n’è, punto e basta. Il grande equivoco sta nel confondere il metodo (la forma) con la sostanza del sistema liberal-democratico. Già nella antica Grecia, dove nacque, il termine democrazia risultava ambiguo, viziato come era da un imperdonabile peccato originale. Infatti soltanto i cittadini liberi potevano trascorrere le loro giornate discutendo amabilmente nell’ agorà della polis … mentre tutti gli altri erano costretti a vivere da schiavi, per permettere alla casta politica di partecipare a quei talk show ante litteram! Ma privilegio ed esclusione rimarranno a lungo anche nelle democrazie moderne, figlie dell’ Illuminismo. Basti pensare che bisognerà aspettare la fine della seconda guerra mondiale per arrivare al suffragio universale, con la gentile concessione del diritto di voto anche alle donne. Oggi poi, quando l’ Occidente pretende di esportare la democrazia con le bombe e col ricatto economico, lo scollamento fra l’ architettura istituzionale (formalmente democratica) e la vita reale delle persone, costretta in un sistema sostanzialmente totalitario, si fa sempre più stridente. Mentre i partiti abbandonano progressivamente le loro radici ideali e diventano sempre più intercambiabili perché condividono le stesse idee, gli stessi metodi e gli stessi interessi, i politicanti si combattono ferocemente sui dettagli e sulle sfumature, lasciando che le decisioni fondamentali siano prese altrove, in segreto, da una oligarchia anonima, extraterritoriale, che non è eletta e non deve rispondere a nessuno. Quello che oggi si chiama democrazia è soltanto una forma vuota, uno stucchevole gioco delle parti, un malinconico spettacolo che maschera la dittatura tecnoeconomica, sfruttando la dabbenaggine, la vigliaccheria o la connivenza degli spettatori. 54