gioioso. Qui la selezione e la manipolazione sono un processo tecnologico preventivo che produce degli individui condizionati a tal punto da non essere neanche consapevoli della loro mancanza di umanità. Se ci chiedessimo, oggi, chi ha avuto ragione, individuando più chiaramente i rischi e le tentazioni della modernità, ovvero quale utopia negativa si sia rivelata più profetica, sarebbe facile rispondere che entrambi si sono sbagliati: la nostra attuale società non è né quella temuta da Orwell, né quella immaginata da Huxley! Anche se molte delle trovate di questi due autori si sono rivelate piuttosto azzeccate … Come la Neolingua, questo controllo del pensiero attraverso la manipolazione del linguaggio, un processo ormai decisamente affermato nelle allocuzioni ridicole o paradossali cui ci costringe l’ ipocrisia del“ politicamente corretto” coniando termini gentili come“ diversamente abile” o“ guerra umanitaria”. Quando politicanti e disinformatori parlano di“ operazioni di pace” riferendosi ai nostri eserciti che vanno in giro per il mondo a bombardare inermi civili fomentando l’ odio e il terrorismo, non si può fare a meno di pensare ai libri di Orwell. Ma pure Huxley, per molti versi, si è rivelato profetico. Ha previsto che la riproduzione umana sarebbe diventata una questione tecnica, indipendente sia dal sesso che dall’ amore, anticipando i temi della fecondazione artificiale e della clonazione. Per non parlare del soma, quella droga generosamente dispensata dal sistema per allontanare le tensioni e prevenire le rivolte, che ci ricorda certe“ pillole della felicità” ormai di uso comune. Insomma, qualcosa di inquietante, previsto dalla fantascienza sociale, si è certamente avverato. Ma la realtà, come sappiamo, supera sempre la fantasia. Neanche Orwell avrebbe potuto immaginare che Il Grande Fratello sarebbe diventato un programma televisivo di successo per partecipare al quale migliaia di giovani coatti ed esibizionisti si sarebbero battuti spasmodicamente!!! A conti fatti, la società del duemila è riuscita a realizzare contemporaneamente sia l’ incubo orwelliano che quello huxleyano. Integrando, come aveva commentato Guy Debord, il modello liberale, la Società dello Spettacolo, con quello burocratico, il socialismo realmente dittatoriale.
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