D E S T I N A Z I O N I
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E V E N T I
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A L L O G G I
Museo Jean-Cocteau Mentone
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C O V E R
S T O R Y
naif-commerciale della street art… Marsiglia
“è” la strada. A Marsiglia mi piace cenare
da Passédat, ristorante 3 stelle o al ristorante
Le Môle sul tetto del Mucem o alla Baie des
Singes [*ristorante sul mare a Cap Croisette,
nelle Calanques] oppure mangiare qualcosa
fra le scogliere, bere un bicchiere da Antoine a
Malmousque [*quartiere sul mare di Marsiglia]
o ubriacarmi in compagnia nella suite a mio
nome all’hotel Petit Nice [*l’hotel di lusso dello
chef Gérard Passédat, dove sorge il suo risto-
rante]. Il Mucem scava nella porosità imma-
ginaria di Marsiglia e propone una tenerezza
nuova… la stessa che si prova verso Quasi-
modo [*il gobbo di Notre-Dame] quando si
scopre la sua sensibilità… ma troppo tardi.
Parliamo della sua filosofia dell’architettura:
il titolo di un suo pamphlet è emblematico
“L'architecture est un sport de combat”. Ci
può spiegare qual è il combattimento dell’ar-
chitettura oggi?
L’architettura è un mestiere che bisogna onorare
prima di aspettarsi che ci onori a sua volta.
Quali sono gli elementi che secondo lei co-
stituiscono il savoir-faire francese in fatto di
architettura?
Gli architetti francesi sono i migliori d’Europa
con gli spagnoli e i portoghesi. La specificità
francese è la capacità di far fronte a delle
responsabilità eccessive.
riale, di fluido, come i capelli di una donna.
Qui ho disegnato variazioni incredibili…
Orientaliste, geometriche, astratte… E’ una
dimensione immaginaria in cui ci si muove,
ci sono rampe che fanno salire in un viaggio
ascensionale che va dalla terra al cielo.
Pensa che la sua storia personale (e quella
di un architetto in generale) influenzi la sua
visione e le sue creazioni architettoniche? Il
Mucem, imprescindibile da Marsiglia, è
anche un’espressione dell’insegnamento di
una vita?
Marsiglia è un orizzonte metafisico ansiogeno
con il colore cangiante del mare… blu Klein,
oltremare, grigio acciaio, rossa al tramonto…
una città con lacerazioni immaginarie che
non si cicatrizzeranno mai! Marsiglia resiste
all’essere di tendenza, all’essere radical chic,
bobo come diciamo in Francia, a quel gusto
La Biblioteca Umanista di Sélestat in Alsazia,
di cui lei ha curato il restauro, verrà inau-
gurata a giugno 2018. Ci vuole raccontare
questo progetto unico e quali sono le altre
realizzazioni a cui lavora attualmente?
Il cemento e la pietra sono fratello e sorella.
La Biblioteca Umanista di Sélestat è un’opera
esemplare sul piano architettonico e del savoir-
faire di chi ci lavora. Gli altri progetti sono
la Maison de la Mode per Chanel a Parigi
che sta per essere iniziata… e poi la stazione
TGV a Nantes, la grande sala di spettacoli
di Bordeaux appena inaugurata, la torre sulla
Casa del Popolo a Clichy.
Mucem
C’è un sogno, architettonico o no, che vor-
rebbe realizzare?
Avrei voluto far parte della Marina Nazio-
nale, l’artiglieria, per tirare cannonate con il
binocolo… e ho proprio voglia di comprarmi
una qualche apparecchiatura autorizzata: un
cannone spara polli. ■
*Note del redattore
M A G A Z I N E
RENDEZ-VOUS EN FRANCE
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