P E R S O N A G G I
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E V E N T I
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A L L O G G I
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S T O R Y
Caffè Stern
Philippe Starck
C O V E R
Starck e il design
È IL DESIGNER PIÙ FAMOSO DEL MONDO, MA CONSIDERA IL 99% DEI DESIGNER INUTILI. È IL RE DEL DESIGN, LA STAR DEL POP DESIGN,
EPPURE ALL’ULTIMO SALONE DEL MOBILE DI MILANO HA AFFERMATO “IL DESIGN È MORTO”.
H
a profetizzato che siamo desti-
nati a vivere in spazi sempre
più vuoti. “Se devo immaginare
come saremo - ha dichiarato in
un’intervista - penso ad esseri
nudi in una bolla bianca, circondati dalle
comodità necessarie”.
Philippe Starck è sempre stato un outsider,
pragmatico e sovversivo, fuori da tutto. In-
ventore, creativo, designer: un erede perfetto
degli artisti del Rinascimento. E ribadisce di
alzarsi tutte le mattine con la stessa ansia
che aveva all’inizio della carriera.
Una carriera davvero straordinaria. Nato a
Parigi nel 1949, non ha ancora vent’anni
quando inizia nel 1968 a produrre arredi
gonfiabili, nobilitando la plastica. A 30, nel
1979, fonda la Starck Products, per com-
mercializzare le sue creazioni che diventano
rapidamente oggetti di culto, “buoni” e utili
ancor prima che belli, dallo spremiagrumi
Juicy Salif disegnato nel 1988 per Alessi
alle sedie Victoria Ghost e Louis Ghost per
Kartell (la sedia più venduta al mondo), alle
lampade per Flos. E poi gli interni di al-
berghi (fra i più recenti i Mama Shelter di
cui parliamo a pagina 52), ristoranti (come
Caffè Stern a Parigi), musei, lo yacht di Steve
Job, smartphone e profumi. Più di diecimila
creazioni in 50 anni, una media di 200
proget ti all'anno.
Suo è il concept di “democratic design” o
pop design, anche se non si considera de-
signer fino in fondo: “Non ho ancora capito
perché ho scelto questo mestiere, probabil-
mente perché è l’unica cosa che so fare”.
Oggi Philippe Starck, che compirà 70 anni
il prossimo gennaio, cinque figli, quattro mo-
gli, vive tra Parigi, Burano (dove ha casa
da più di 35 anni) e in giro per mondo,
e punta all’ecologia democratica anche
nel suo lavoro, ultimamente rivalutando e
riutilizzando il legno, per esempio con una
casa prefabbricata innovativa e sostenibile
o i battelli a energia solare.
Fra i suoi progetti più recenti, le medaglie
disegnate per le Olimpiadi del 2024 che si
svolgeranno in Francia. Lui, che aveva già
disegnato la torcia per le Olimpiadi invernali
di Albertville del 1992, è stato incaricato di
progettare le medaglie per l’edizione dei
Giochi olimpici di Parigi. E ha creato una
medaglia davvero speciale, che può essere
divisa in quattro esemplari assolutamente
identici, per essere condivisa con familiari,
amici, allenatori… perché la vittoria non è
mai un’impresa del tutto individuale e anche
il premio va dunque equamente diviso.
“Oggi più che mai - ha dichiarato Starck
presentando il progetto - non si vince nulla
da soli e volevo che la medaglia delle Olim-
piadi esprimesse questa verità. Se il vincitore
vuole dividerla, lo può fare. È il vero spirito di
squadra”. L’innovativo design permetterà agli
atleti olimpici di condividere per la prima
volta in modo tangibile il proprio successo.
Per un designer che sostiene “è stato proprio
il design a scegliere me, non il contrario”
l’ennesima sfida. Vinta anche questa volta. ■
La medaglia per i Giochi Olimpici
di Parigi 2024
M A G A Z I N E
RENDEZ-VOUS EN FRANCE
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