Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 75

Una delle conseguenze più gravi di questo sistema è l’uso globalmente squilibrato dell’ambiente Illustrare la formula I = P x A x T: I (=impatto ecologico di una popolazione) è dato da P (= numero di persone) x A (= accesso al consumo, ossia quantità di beni consumati) x T (= tecnologia impiegata). Ad esempio, considerando uguale la tecnologia impiegata e considerando 8 volte più alto il consumo medio, gli USA risultano avere un impatto ecologico superiore alla Cina: la “I” degli USA è infatti pari a 280 milioni x 8; la “I” della Cina pari a 1300 milioni x 1 (2240 milioni contro 1300 milioni). Evidentemente il livello di consumismo è decisivo nel determinare il nostro impatto nell’ambiente, né è pensabile che sia la tecnologia a risolvere i problemi: i miglioramenti tecnologici in termini di risparmio ambientale sono totalmente annullati dallo stile di vita sempre più improntato allo sperpero che caratterizza i paesi del Nord (ad esempio grazie al progresso tecnico negli USA oggi si produce un dollaro di prodotto interno lordo con il 25% di energia in meno rispetto agli anni ‘80, ma nello stesso periodo il consumo complessivo di energia negli USA è aumentato del 90%). Tradurre il PIL in consumi procapite Sul cartellone, sotto il dato dell’Italia, si segnano 5 voci di spesa: 1) Supermercato, 2) Casa (supponendo un affitto e tutte le bollette); 3) trasporti (in auto di cui vanno considerate le rate, le spese di benzina, bollo, assicurazione, meccanico); 4) abbigliamento; 5) divertimenti. Alle ragazze e ai ragazzi si chiede di ipotizzare quanto potrebbe spendere per ciascuna di quelle voci una persona italiana che vive sola, che segue un modello di vita nella norma e che dispone del reddito annuale nazionale medio: 29.392 dollari statunitensi appunto. Tradurre i consumi in impronta ecologica introducendone il concetto Al termine dell’attività precedente si introdurrà il concetto di impronta ecologica portando le ragazze e i partecipanti a riflettere sul fatto che ciascuno dei beni segnati nell’elenco delle spese annuali abbisogna di una certa quantità di terreno per essere prodotto (la quantità di pasta che una persona consuma in un anno ha bisogno di una parcella di terreno che sia deputata esclusivamente a produrre grano per la pasta di quella persona; esempi simili si possono fare per tutti gli altri cibi e per i capi di abbigliamento di origine vegetale o animale) altri beni presenti nell’elenco di cui sopra occupano una certa quantità di terreno (le case, le strade e i parcheggi che permettono l’esistenza delle automobili…) oppure necessitano una certa quantità di terreno per assorbire gli scarichi (automobili, riscaldamento domestico) o per accogliere gli oggetti quando diverranno rifiuti o ancora per accogliere i rifiuti che risultano dalla lavorazione degli oggetti ( quest’ultimo caso introduce il concetto di zaino ecologico). L’impronta ecologica è ben descritta alla relativa voce di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica ). La rete Lilliput ne ha curato una presentazione sintetica: REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO 73