Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 50

Questa analisi del mondo classico si presta bene ad essere paragonata alle attuali situazioni di invisibilità femminile, nei più diversi contesti; anche il problema dell’alfabetizzazione si collega facilmente a questa tematica del “nome”. Una donna che non sappia scrivere il proprio nome resterà sempre dipendente da altri. Grazie a questo segmento del percorso i ragazzi hanno appreso come il processo di empowerment sia ancora molto lungo e ostacolato per molte donne e abbia radici storiche molto concrete. Storia Prima Unità didattica: “La Rivoluzione Agricola del Neolitico e il Ruolo delle Donne” Seconda Unità didattica: “La Condizione Femminile in Grecia” Terza Unità didattica: “La Condizione Femminile a Roma” Attraverso lo studio curriculare della rivoluzione agricola nel Neolitico, nella prima unità didattica, si è cercato di mettere in luce il ruolo delle donne nelle attività agricole. La trasformazione epocale della civiltà occidentale da nomade a sedentaria può essere letta come redistribuzione del lavoro tra uomo e donna, secondo logiche di complementarietà. L’approfondimento di questo aspetto avviene attraverso l’analisi delle pratiche di semina, produzione e raccolta dei prodotti agricoli, l’approvvigionamento dell’acqua e la conservazione dei beni. Si invitano gli studenti a cercare le fonti documentarie e iconografiche che descrivano tali attività, osservando quante volte siano menzionate le donne. Si confronta poi l’attività agricola del Neolitico con quella attuale, per trarne le debite differenze. Questo segmento si rivela fondamentale per far comprendere le dinamiche storiche e contemporanee di esclusione del mondo femminile. Gli alunni arrivano da soli alla conclusione che, nonostante il lavoro sommerso e la gestione delle risorse alimentari e agrarie, alle donne non furono e non sono riconosciute attualmente in molte società agricole possibilità e capacità decisionali, ovvero l’empowerment. Nella seconda unità didattica si continua poi a porre attenzione ai ruoli femminili in società più complesse, come quella greca, invitando i gruppi a cercare attivamente nel libro di testo gli episodi che riguardino le donne e la loro condizione di empowerment. In particolare si è fatto riferimento alle istituzioni femminili dei Tiasi, sorta di collegi per l’educazione femminile, e alla libertà delle etere, analizzate soprattutto nella figura di Aspasia, celebre compagna di Pericle. Nella terza unità didattica, riguardante il mondo latino, si è scelto di analizzare alcune figure femminili raccontate da una fonte diretta, lo storico Tito Livio. Si è scelto di verificare il ruolo, molto atipico e interessante, svolto da Tanaquilla, donna di un ethnos straniero a Roma, ma fondatrice con il marito del potere etrusco; sempre descritto da Livio, si è analizzato l’episodio di Lucrezia, tipico esempio della virtus femminile romana. Diritto Prima Unità didattica: “Lo Sviluppo degli Strumenti Giuridici a Tutela dei Diritti delle Donne” Seconda Unità Didattica: “Il terzo obiettivo del Millennio” Terza Unità didattica: “Le donne in Cina, dalla Conferenza di Pechino (1995) alle figlie negate” Questi segmenti hanno offerto la possibilità di attualizzare e confrontare i temi studiati nei segmenti precedenti, creando una continuità didattica nel percorso e l’interdisciplinarietà. Nella prima unità didattica si approfondisce l’analisi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 fino alla Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (1979). Nella seconda unità didattica si è analizzato il documento prodotto dalle ONG italiane per illustrare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in particolare il terzo. 48 REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO