Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Seite 41
APPROFONDIMENTO: IL DEBITO ESTERO DEL SUD DEL MONDO
Con le scuole superiori l’animatore (formatore o insegnante) potrà approfondire il rapporto di
causa effetto fra il tema del debito estero del Sud del mondo e problema dello squilibrio
internazionale.
La restituzione dei prestiti con l’estero, contratti dai Paesi del Sud del mondo soprattutto negli anni
’70, è divenuto un problema economico e sociale drammatico a partire dagli anni’80.
Dal punto di vista economico il livello crescente dei tassi di interesse richiesti dalle banche
creditrici del Nord del mondo (appoggiate dai relativi governi) ha fatto aumentare a dismisura dai
primi anni ‘80 le cifre da restituire, assicurando un trasferimento di ricchezza enorme e continuo dai
poveri ai ricchi (nella decade 1990 – 2000 ogni anno il flusso di denaro da Sud a Nord, superava
quello inverso di ben 200 miliardi di dollari) e un evidente aumento dello squilibrio internazionale.
Da un punto di vista sociale le ricette imposte ai paesi del Sud del mondo da Banca Mondiale
e Fondo Monetario Internazionale per ripagare il debito hanno provocato tra l’altro un forte
aumento del lavoro minorile sfruttato. Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale
hanno infatti imposto ai Paesi indebitati (pena la sospensione di nuovi prestiti necessari alla
sopravvivenza economica) il taglio delle spese statali relative a sanità e istruzione (in
questo modo i singoli Stati del Sud avrebbero avuto più risorse per restituire i prestiti e i relativi
interessi, ma è evidente che così facendo le spese sanitarie per famiglia sono aumentate e
l’entrata ausiliaria portata dal/dalla minore è divenuta una necessità; allo stesso modo il taglio
dei fondi statali destinati all’istruzione ha fatto sì che le singole scuole abbiano dovuto aumentare
fortemente le tasse di iscrizione, sospendere le mense gratuite e i trasporti a prezzi facilitati,
provocando l’abbandono della frequenza da parte dei meno abbienti).
Qui di seguito viene presentata una breve storia del problema del debito estero (tratta dal testo
di Roberto Bosio Una pietra al collo, edizioni EMI, disponibile in pdf all’indirizzo web.peacelink.
it/dossier/pietra/una_pietra_al_collo.pdf). Può essere utile per i docenti saperne inquadrare
l’origine)
I paesi del Sud del mondo negli anni ’60 e ’70 si sono decolonizzati da poco e hanno bisogno di
prestiti per far crescere le loro economie; i prestiti sono richiesti ad istituzioni pubbliche e vengono
concessi a tassi di interesse fissi (circa il 5% nel 1970);
Nel 1973 un gruppo di Paesi del Sud del mondo produttori di petrolio (i Paesi appartenenti all’OPEC,
quasi tutti arabi) decidono di quadruplicare il prezzo del greggio per sfuggire alla dinamica poli tico
economica che sottostima il valore delle materie prime del Sud. La grande quantità di denaro che
affluisce nelle casse delle élite arabe viene in parte riversata nelle banche occidentali. Queste
investono il denaro ricevuto in altri Paesi del Sud, concedendo loro prestiti facili (senza indagini
approfondite sulla solvibilità del debitore). Il 55-60% del debito diviene così di proprietà di istituzioni
private (soprattutto banche statunitensi, francesi e belghe). È importante ricordare che questo debito
viene contratto in valuta occidentale (soprattutto dollari) e con tassi di interesse variabili
Nel 1979 il debito estero dei Paesi del Sud inizia a divenire un problema.
Un secondo considerevole aumento del prezzo del petrolio, legato alle vicende della rivoluzione
iraniana, vede una risposta fortemente difensiva da parte delle economie del Nord. Da un lato
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