con gli occhi ancora pieni di lacrime. «Non ci prendiamo mai
il tempo di amare e di essere amati. Di dire quello che
sentiamo. Sembra un paradosso ma siamo malati quando
stiamo bene e non ci fermiamo mai. E diventiamo invece forti
quando ci ammaliamo, perché solo in quel momento capiamo
il vero valore delle cose».
Poi si avvicinò alla porta e, mentre stava per uscire, mi disse
«Ricordati sempre che ti voglio bene, Elena».
Oggi che sono adulta e aspetto mia figlia uscire da scuola,
mentre sono seduta in macchina e guardo dallo specchietto
gruppi di studenti dirigersi verso la fermata del bus, penso a
quello che mi disse mio padre quel giorno e a tutto quello che
ne seguì, poi. È strano ma ripensando ad uno dei periodi più
difficili della mia vita, stranamente sono felice, non ho
rimpianti o rimorsi. Perché, anche se a volte la vita fa diventare
grandi troppo in fretta, ci ricorda anche ciò che è importante:
amare.
L’autrice affronta il tema del concorso con un racconto intenso e
forte, quello dell’amore profondo che vince sulla disperazione e
lascia nelle persone un ricordo intriso di luce e d’amore; anche
quando chi amiamo non è più con noi.
Così la mancanza non è dolore, ma consapevolezza profonda del
prezioso lascito di un’eredità sul vero senso della vita.
[Loriana Lucciarini]
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