Raccontando l’amore - antologia AA.VV. (march 2014) | Page 49

Testo tratto da «Il paese degli aghi di pino» di Annalisa Caravante - Edizioni CoreBook La piazza s’affollava di gente giunta da Napoli e dai paesi confinanti, Giulia pensava di scappare e sperava che Enrique non s’avvicinasse, ma l’uomo proseguiva verso di lei, sicuro che tutto fosse a posto e deliziato dall’idea di sposare la fanciulla più corteggiata del paese. Quando Perez la invitò a danzare, Giulia non ebbe la forza di rifiutare, s’alzò dal suo posto e avvicinò il suo corpo a lui, mentre con la mente già viaggiava lontano. In piazza si suonava e si ballava, per il resto del paese si susseguivano bancarelle e spettacoli di vario genere; la gente chiacchierava e rideva. Anche Andrea e Roberto prendevano parte alla festa, sebbene tutto ciò che facevano, era stare seduti su un muretto ad osservare i compaesani o i signori che nei loro luccicanti abiti festivi si atteggiavano a maestri del creato. Andrea raccolse un piccolo sasso e riprese a guardare la gente. Tra la musica e gli sguardi dei presenti Giulia continuava a danzare con mestizia e con lo sguardo lontano da quello di Enrique; immaginava di essere altrove. La fanciulla vedeva le sue coetanee sorridere come lei non aveva mai fatto, i festoni luccicare sotto la luna e le giovani dame ballare gioiose con i loro pretendenti, mentre un lieve venticello le accarezzava i riccioli raccolti in una coroncina di fiori. Giulia danzava sotto gli occhi di 47