Pubblicazioni e documenti SOLDATI DI RIVOLTA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE | Page 17

CAZZULANI PIETRO di Luigi e Bravi Luigia, classe 1897, soldato 26° artiglieria da campagna, morto, poco dopo essere inviato in licenza illimitata, l’ 11 giugno 1919 alla cascina Corniana. per bronco alveolite specifica bilaterale. Dalla lettura dei documenti inviati per ottenere, a favore del padre, la pensione si precisa che i familiari “… tengono una buona condotta, convivono in Rivolta d’ A dda lavorando un terreno che hanno in affitto, e possiedono in oggi 6 bovine, un cavallo, attrezzi agricoli, scorte e mobili di casa”. ACQUATI PIETRO, soldato 128 fanteria, morto a Rivolta d’ Adda il 24 agosto 1919, in seguito a malattia riportata in guerra come risulta dalla domanda inoltrata dai nonni quattro anni più tardi. ALBANI GIOVANNI di Giuseppe e Beretta Maria, classe 1899, soldato 6° reggimento alpini, morto all’ ospedale da campo di Vicenza l’11 gennaio 1919, alle ore 6, per influenza con broncopolmonite. GIUSSANI GIUSEPPE di Gaetano e Ferrari Giuseppa, classe 1881, soldato reparto sanità, morto durante il periodo di licenza di convalescenza di mesi sei, a Rivolta d’ Adda il 17 marzo 1919. Il dottor Tito Carioni descrive le drammatiche condizioni del paziente nel certificato medico. “ Nella seconda metà del mese di novembre 1918 presi in cura Giussani Giuseppe di Gaetano di anni 37. Rilevai all’esame grave deperimento organico dovuto ad enterite associata a sintomi di epatite. Tenendolo in assoluto riposo e sottoponendolo ad appropriata cura dietetica e medicamentosa l’ammalato si riebbe. Ma dopo poche settimane ricadde. Ricomparvero i disturbi addominali ed aumentò ancor più il fegato. Così con brevi periodo di miglioramento, ma con altri più lunghi di peggioramento, continuò fino a tutto gennaio. Da allora essendogli anche diminuito notevolmente l’appetito fino a scomparvegli del tutto, peggiorò sempre più e ridotto in uno stato di cachessia impressionante, morì il giorno 17 marzo p.p. I genitori del Giussani Giuseppe sono viventi e sani, come pure sani sono tre fratelli e tre sorelle. Altri otto fratelli morirono al di sotto di un anno per le solite malattie dell’infanzia, uno solo a tre anni”. FASCINA CELESTE di Angelo e Gattoni Giovannina, classe 1891, sergente 14° fanteria, morto a Rivolta d’ Adda il 5 aprile 1919, coniugato con Piazza Virginia e padre di due bambine. Fatto prigioniero durante il combattimento sul Monte di Livenza l’ 8 novembre 1917, dopo essere stato liberato viene ricoverato, a novembre, all’ Ospedale Militare di Milano e congedato un mese più tardi, la vigilia di Natale perché affetto da “tumore classificato come osteosarcoma al torace sinistro”. Il sindaco Berinzaghi chiede, per ben tre volte, al comando del reggimento il foglio di licenza illimitata per ottenere “il premio di smobilitazione e il pacco vestiario”. Scrive: “ Trattandosi di una vedova con orfani per i quali la patria deve per riconoscenza avere la massima considerazione in vista anche della l oro povertà, faccio nuovamente appello ai sentimenti d’ italianità della S.V. perché voglia occuparsi della cosa. Sono spiacente doverle comunicare che se anche la presente rimarrà inascoltata, sarò costretto a rivolgermi al Superiore Ministero”. In una lettera di qualche mese prima aveva precisato: “ … il Fascina affetto da osteosarcoma costale versa in gravi condizioni tanto da lasciar prevedere una non lontana fine, e che la di lui famiglia già povera è ridotta alla miseria in causa delle spese che deve sostenere per l’ammalato”. 17