Pubblicazioni e documenti Paolo Giussani in ricordo del nonno | Página 17

7 – EPILOGO: DELUSIONI E RICOMPENSE Nel 1970, per esempio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - in risposta alla sua domanda del 1968, intesa a ottenere l’assegno vitalizio destinato ai perseguitati politici antifascisti - gli notificava che “ dall’esame degli atti non risulta che l’istante, pur noto come antifascista, abbia sofferto carcere, sia stato denunziato al Tribunale Speciale e assegnato al confino di polizia. Non fu oggetto di vigilanza o ammonizione, né ebbe a soffrire violenze fisiche o sevizie da parte dei fascisti. Risulta però che, a causa delle sue opinioni avverse al regime fascista , fu licenziato dall’impiego di portalet- tere che esercitava presso l’Ufficio Postale di Rivolta d’Adda. Considerato che nella specie non si riscontrano le condizioni previste dalla citata legge n.261 del 1967, la domanda di Giussani Antonio non è accolta”. Un ca- polavoro d’ipocrisia: in quanto la lettera ammette esplicitamente che la persecuzione vi fu, ma ignora completamente la documentazione dei pre- testuosi provvedimenti adottati per privare il Giussani del lavoro di postino mediante le accanite sollecitazioni indirizzate alla Legione dei Reali Carabi- nieri, di Verona, e alla Questura di Milano. Ugualmente ignorata l’aggressio- ne inflittagli in bottega per costringerlo a sorbirsi un’ abbondante quantità