Pubblicazioni e documenti Paolo Giussani in ricordo del nonno | Page 13

4 – AVVERSARI SPIETATI Modesto, pacato e cordiale con tutti gli interlocutori - ma determinato a perseguire le convinzioni maturate nel- la costante militanza sociali- sta di stampo giolittiano – il Giussani non poteva sottrarsi al livore dei suoi temibili av- versari: i fascisti più accaniti, che non tardarono a inflig- gergli ritorsioni spietate. Le autorità dell’epoca non esita- rono ad assecondare quanti strepitavano per ottenere il suo esonero dal servizio po- stale, mentre i più fanatici provvedevano a sfibrarlo con umiliazioni verbali ed esplici- te minacce. Tale persecuzio- ne è culminata con la rituale somministrazione forzata di un’abbondante dose di olio di ricino: ad opera di alcuni sconosciuti, probabilmente reclutati in qualche paese vicino. Per comprendere la perfidia del disegno ordito a suo danno si noti che le persecuzioni ebbero inizio molto prima che il governo fascista abolisse le ammi- nistrazioni locali elettive, istituisse il famigerato Tribunale Speciale e imponesse l’annullamento delle libertà politiche, nel 1926. Infatti, la documentazione emersa di recente rivela che la persecuzione del de- testato socialista era stata pianificata da tempo e che ebbe probabil- mente inizio sulla base di denunce anonime. La conferma viene dalla corrispondenza intercorsa tra il Comando della Legione dei Carabinieri di Verona e la dipendente Sezione di Rivolta d’Adda. Una missiva - sul- la quale è evidente la data della pratica di riferimento (N.1715 del 2 Ottobre 1925) - evocava l’esistenza di un fitto scambio di dettagliatis- sime informazioni sul portalettere rivoltano.