Presentazione laboratorio "Una stanza per scrivere" LEZIONI DI DRAMMATURGIA | Page 47

RILEGGERSI
Siete al secondo giorno. Avete smesso per un po ' di ore di pensare al lavoro, avete dormito e ora tornate su quello che avete scritto il giorno prima. Per prima cosa, rileggetelo. Rileggere è un momento delicato: vi mette a confronto con un risultato, con la considerazione che avete di voi stessi. È uno scontro con la realtà, perché fino a quel momento non sapete bene quello che avete combinato, avete solo la percezione del giorno prima, in cui la scrittura era fluida e magari vi sentivate eccitati. Adesso è il momento della verità.
Voi siete il primo pubblico della vostra commedia. E quando rileggete potete avere due reazioni: quello che avete scritto vi piace tantissimo o al contrario vi fa orrore. Ognuno di noi ha dentro di sé un lettore buono e un lettore cattivo. Il primo, mentre rileggete, dice: cavolo, è bellissimo. Sei un genio! ed è un lettore molto utile perché vi dà il coraggio di continuare. L ' altro, il cattivo, invece è spietato, dice: lascia perdere, non sei portato, cambia mestiere. Il suo obbiettivo è farvi smettere di scrivere. Bisogna riuscire a far collaborare i due personaggi: il lettore buono vi incoraggia, quello cattivo deve farvi vedere dove la scena è difettosa. Bisogna unire queste due forze per non essere né troppo critici né troppo indulgenti.
Nella rilettura il lettore cattivo, invece di deprimervi, deve cercare di percepire le stonature, oppure le parti inutili, oppure dove il personaggio è noioso, dice cose scontate. Ripassate la scrittura battuta su battuta e cominciate a metterla a posto, come una bicicletta rotta, con la pazienza di un artigiano: buttate i pezzi che non funzionano, aggiungetene dei nuovi. Questo lavoro, oltre ad essere importante di per sé, vi servirà per rientrare nell’ esatta concentrazione del giorno prima, rientrare dentro i personaggi, dentro al vostro percorso mentale. Se ricominciaste a scrivere a freddo, probabilmente sareste in uno stato d’ animo molto diverso da quello del giorno precedente e rischiereste di dare al materiale un ' impronta discordante.
Personalmente riesco ad andare avanti solo se ho la sensazione che quello che c’ è dietro funzioni. Se non sono convinto di quello che ho scritto fino a quel momento, non riesco e a dire: poi tornerò indietro a correggere. Perché mi pare di non avere il " passo " giusto. Perciò non scrivo una battuta nuova se prima non sono completamente soddisfatto di quelle già scritte. Piuttosto, se il lavoro precedente mi pare fuorviante, lo butto via tutto e ricomincio da zero. Succede raramente. Di solito passo diverso tempo a correggere e ricorreggere e a quel punto sono pronto per fare il passo avanti.
Se nella scrittura fate un passo avanti ogni giorno, il lavoro preliminare di rilettura sarà sempre più lungo, fino ad occuparvi tutta la giornata di lavoro. Si può parzialmente ovviare a questo
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