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110.000 tonnellate di Eastman Chemical è tra i più grandi al mondo e rappresenta un traguardo tecnico e strategico, mentre l’ impianto di pirolisi di ExxonMobil e l’ impianto di dissoluzione del polipropilene di PureCycle hanno entrambi raggiunto circa il 50 % o più della capacità operativa. Questi esempi suggeriscono che il riciclo chimico della plastica si sta trasformando in realtà industriale concreta. In termini di tecnologia, gli stakeholder sono più consapevoli dei limiti, delle esigenze di integrazione e dell’ importanza della logistica e della purificazione. Con aspettative più realistiche e un’ esperienza conquistata sul campo, il settore è oggi pronto per una crescita più consapevole.
2026, anno di svolta Si prevede che entro la fine del 2026, a livello globale, entri in funzione una capacità di riciclo chimico della plastica di 2,5 milioni di tonnellate, calcolata sulla base degli annunci di scale-up attualmente disponibili. Tuttavia, i dati storici mostrano che solo circa il 60 % di tutti i progetti di scale-up arriva effettivamente a completamento. I progetti basati sulla dissoluzione registrano tassi di successo più elevati, anche se ciò dipende da una diffusione ancora limitata piuttosto che da una reale superiorità tecnica. Fattori come carenza di finanziamenti e ritardi nelle autorizzazioni contribuiscono a questo divario. Lo stesso traguardo di 1,5 milioni di tonnellate complessive di capacità installata nel 2025 segnala la necessità, per il settore e gli operatori tecnologici, di spostare il focus dalla fattibilità tecnica alla garanzia di una sostenibilità operativa nel lungo periodo. Rappresenta inoltre un fattore di traino determinante per gli attori a monte della filiera.
Sistemi integrati Un aumento della capacità produttiva del riciclo chimico richiede un approccio coordinato. Uno scale-up efficace dipende infatti da una filiera integrata che comprenda approvvigionamento e pretrattamento del feedstock, purificazione e stoccaggio degli output, trasporto e logistica, accordi di offtake e allineamento al mercato. Queste esigenze infrastrutturali superano spesso le proiezioni iniziali. Ad esempio, i feedstock contaminati richiedono un pretrattamento costoso e i mercati incerti per i riciclati rendono instabili le proiezioni di ricavo. Le imprese devono valutare le catene del valore end-toend, non solo la tecnologia principale, nella pianificazione dei propri progetti. Scalare il riciclo avanzato è una sfida di ingegneria dei sistemi, non un’ impresa isolata di ingegneria chimica.
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PROGETTI DI RIFERIMENTO( BENCHMARK TECNOLOGICI)
IMPIANTO / AZIENDA TECNOLOGIA CAPACITÀ / STATO Eastman Chemical Metanolisi del PET 110.000 tonnellate
ExxonMobil
PureCycle
Brightmark
Pirolisi
Dissoluzione del polipropilene
Pirolisi
~ 50 % o più della capacità operativa ~ 50 % o più della capacità operativa Investimento di 400 milioni di USD; mai pienamente operativo
Fonte: Lux Research,“ Advanced Recycling in 2026”— rielaborazione dati a cura della redazione
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Stati Uniti
Unione Europea
APAC
Uno sguardo al futuro Il 2026 vedrà un’ espansione in frenata ma continua del riciclo chimico – o riciclo avanzato. La crescita futura dipende dal miglioramento delle rese e dell’ efficienza energetica e dalla tolleranza verso feedstock di plastica mista. Il quadro tecnologico del riciclo chimico della plastica elaborato da Lux Research mostra un ecosistema ampio e in fase di maturazione. Oltre ai già citati grandi attori, compresa LG Chem, vi sono innovatori più agili come Agilyx, Mura Technology e PureCycle. Ciascun percorso tecnologico( pirolisi, solvolisi, depolimerizzazione termochimica e dissoluzione) presenta punti di forza e rischi. Le tecnologie dovranno migliorare le prestazioni su parametri chiave come maggiore tolleranza ai feedstock contaminati, rese più elevate, minori consumi energetici e produzioni modulabili per assicurare la compatibilità con i processi a valle. Ma i progressi tecnici da soli non basteranno a garantire il successo. A prevalere saranno le aziende in grado di padroneggiare anche gli scenari normativi, l’ integrazione logistica e l’ allineamento infrastrutturale.
QUADRO NORMATIVO PER AREA GEOGRAFICA
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APPROCCIO NORMATIVO Quadro frammentato: metà degli stati riconosce il riciclo chimico come attività manifatturiera Accettazione cauta; esclusione netta della produzione di combustibili dalle definizioni di riciclo Contesto generalmente permissivo, con sostegno statale in assenza di regolamentazione organica Andamento investimenti In calo rispetto ai picchi del 2023 Fonte: Lux Research,“ Advanced Recycling in 2026”— rielaborazione dati a cura della redazione.
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