necessario iniziare ad adottare subito alcuni interventi importanti. Tra questi vi è la progettazione secondo la compatibilità con le tecnologie di riciclo emergenti: materiali più semplici, etichettature più chiare e formati modulari renderanno i prodotti pronti per il futuro. Ci si deve poi preparare a esigenze infrastrutturali che vanno oltre la tecnologia di riciclo. Pretrattamento del feedstock, logistica e conformità normativa regionale determineranno costi e scalabilità. A livello di brand, è essenziale che vi sia trasparenza, certificando il contenuto di riciclato ed evitando operazioni di greenwashing. In termini di politiche, invece, si deve prendere atto che queste non sono uguali ovunque. Allineare quindi la strategia aziendale alle normative locali e nazionali è essenziale per il successo dei progetti, l’ accesso ai finanziamenti e la sostenibilità a lungo termine. I portatori di interesse devono dunque capire come selezionare e scalare le tecnologie di riciclo più adatte, in considerazione della qualità del feedstock, dei costi e delle infrastrutture regionali. Devono comprendere come le politiche, la percezione dei consumatori e gli standard di certificazione definiscono il successo, in particolare rispetto a ciò che viene considerato“ riciclato”. Infine, devono definire come costruire catene del valore end-to-end che vadano oltre il reattore, inclusi logistica, purificazione e integrazione degli accordi di offtake.
Tre segnali dal 2025 La capacità globale di riciclo chimico della plastica è in crescita. Nonostante ritardi e cancellazioni, il settore continua a costruire più impianti di quanti ne chiuda. Lo slancio del settore si sta spostando dall’ entusiasmo iniziale a progressi conquistati con fatica. In questa crescita si inseriscono progetti di riferimento come l’ impianto di metanolisi del PET di Eastman e l’ impianto di pirolisi di ExxonMobil, che dimostrano quanto le operazioni su larga scala stiano diventando una realtà concreta. Il 2025 è stato un anno di svolta per il riciclo avanzato: è vero che non si è concretizzato il boom di capacità previsto, ma la capacità installata a livello globale ha superato 1,5 milioni di tonnellate. Gli operatori del settore possono quindi ora esercitare una certa pressione sugli attori a monte della filiera, in particolare sui fornitori di rifiuti, affinché si allineino alle loro esigenze. Al contempo, si è visto che le politiche regionali sono determinanti. Ciò che viene qualificato come“ riciclo” varia notevolmente tra Stati Uniti, Unione Europea e area APAC. Queste differenze normative incidono sulla fattibilità dei progetti, sul rischio di investimento e sull’ accesso al mercato. Le aziende devono adattare le proprie strategie ai quadri normativi locali per rimanere conformi e competitive.
Il conto degli investimenti Nell’ ultimo decennio, il riciclo avanzato della plastica ha attratto oltre 10 miliardi di dollari USA di finanziamenti, di cui 1 miliardo solo in venture capital. Questa ondata di investimenti segnala una forte fiducia nella capacità delle tecnologie di riciclo chimico laddove il riciclo meccanico non è in grado di intervenire. A questo afflusso di capitali si accompagnano un maggiore controllo e un rischio più elevato. Casi come quello del progetto di pirolisi da 400 milioni di dollari USA di Brightmark, che non ha mai raggiunto la piena operatività e fatica a evitare il fallimento, rappresentano un monito. Queste battute d’ arresto sottolineano la posta in gioco finanziaria e le difficoltà operative legate alla scalabilità di tecnologie ancora nascenti. Ne consegue che le tecnologie ad alta intensità di capitale devono dimostrare prestazioni e scalabilità concrete, pena la compromissione della credibilità e dello slancio del settore. Rispetto ai picchi del 2023, gli investimenti sono crollati nel 2025. Tuttavia, se da un lato i recenti fallimenti di alcune startup possono aver raffreddato l’ entusiasmo degli investitori, il fattore più rilevante nel calo di questi investimenti sembra essere stato in generale il vento contrario che l’ industria della plastica nel suo complesso ha dovuto affrontare sul piano economico. Per quanto riguarda il settore specifico, come detto, le battute d’ arresto operative segnalano comunque difficoltà persistenti legate alla qualità del feedstock, ai co-
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