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IL RICICLO IN ITALIA: I NUMERI CHIAVE DEL 2025 PANORAMICA SULLE PRESTAZIONI GENERALI DEL COMPARTO DEL RICICLO MECCANICO POST-CONSUMO.
INDICATORE DATO 2025 VARIAZIONE VS 2024 %
Volumi in output( Solo riciclo meccanico)
Volumi totali stimati( Incluso macinati / integrati)
~ 850.000 tonnellate + 2,0 %-4,1
1,30- 1,40 milioni di tonnellate Stabili-9,6
Fatturato di settore ~ 685 milioni di €-1,1 %-11,2 Aziende censite 76 aziende--17,7 Impianti attivi sul territorio 88 impianti--26,1
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MIX DI PRODUZIONE PER POLIMERO QUALI PLASTICHE VENGONO RICICLATE DI PIÙ IN ITALIA E QUANTO PESANO SUL MERCATO.
La mappa del riciclo e la stella del PET La geografia del settore segue le rotte tradizionali del manifatturiero italiano: il 66 % degli 88 impianti censiti da Assorimap si concentra al Nord( con il Nord-Ovest e la Lombardia a fare da capofila con 31 siti), il Sud e le Isole resistono al 26 % e il Centro chiude l’ 8 %. Dentro i macchinari passa soprattutto il polietilene( il 42 % del totale, tra flessibile e rigido), ma la vera star economica dell’ anno è il PET( il polimero delle bottiglie d’ acqua). Pur registrando una lieve flessione nei volumi(-1 %), il segmento R-PET è diventato la prima famiglia per valore economico, volando a 272 milioni di euro( quasi il 40 % del fatturato totale del comparto). Il motivo? Il traino normativo e la corsa dei marchi del beverage ad accaparrarsi scaglie e granuli alimentari per rispettare i target di sostenibilità.
La transizione non può essere solo un costo Il mercato dell’ imballaggio assorbe quasi la metà della plastica riciclata( 46 %), seguito da tubazioni( 12 %) ed edilizia( 11 %). La materia prima non manca, dato che l’ 83 % del flusso arriva dalle raccolte differenziate urbane e industriali italiane. Il problema non è quindi la capacità tecnica o la volontà dei cittadini, ma la tenuta del sistema. Il recente Regolamento Europeo sugli imballaggi( PPWR), entrato in Gazzetta Ufficiale, traccia la rotta verso il 2030 imponendo quote fisse di materiale riciclato. Ma la politica non può limitarsi a fissare traguardi normativi se nel frattempo permette che i riciclatori europei vengano spazzati via da materiali esteri a basso costo, privi di standard equivalenti di tracciabilità. L’ economia circolare non può reggersi solo sulle spalle( e sulle perdite) degli industriali del riciclo. Senza una protezione del mercato e un serio sgravio sui costi energetici, il rischio è che l’ Italia si trovi a celebrare il primato della differenziata sopra le macerie delle proprie fabbriche di rigenerazione.
POLIMERO RICICLATO
R-PET( Polietilene tereftalato)
R-PE flessibile( Polietilene film)
R-HDPE( Polietilene rigido)
R-MPO( Misti poliolefinici)
QUOTA SUL VOLUME TOTALE(%)
27 %
23 %
19 %
SEGMENTO ECONOMICO DI RIFERIMENTO( FATTURATO)
Primo segmento per valore(~ 272 mln €, sfiora il 40 % del totale) Categoria più rappresentata per numerosità di aziende Forte crescita di approvvigionamenti da raccolta urbana estera
16 % Destinato ad applicazioni eterogenee
R-PP( Polipropilene) 13 % In crescita(+ 1 % nei volumi rispetto al 2024)
Altri( Stirenici, PVC, PA, ecc.)
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2 % Operatori altamente specializzati
MIX DI PRODUZIONE PER POLIMERO QUALI PLASTICHE VENGONO RICICLATE DI PIÙ IN ITALIA E QUANTO PESANO SUL MERCATO.
SETTORE APPLICATIVO
QUOTA DI MERCATO(%)
Imballaggi Rigidi 37 %
Tubi 12 %
TREND / TIPOLOGIA DI MANUFATTI
In forte progressione( es. bottiglie beverage in R-PET)
Condotte non in pressione per edilizia, fognature, cavidotti
Altro edilizia e costruzioni 11 % Stabile rispetto all ' anno precedente Imballaggi flessibili 9 % Film industriali e commerciali Altro flessibile 6 % In gran parte sacchi per la raccolta dei rifiuti Casalinghi e garden 3 % Vasi, sottovasi e articoli domestici Altro agricoltura 2 % Manichette e teli Altre applicazioni 20 % Settore eterogeneo( in calo del-2 % sul 2024)
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