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T2 _
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TASSO DI RICICLO PER MATERIALE: UE-27( 2012 – 2023)
MATERIALE |
2012 |
2013 |
2014 |
2015 |
2016 |
2017 |
2018 |
2019 |
2020 |
2021 |
2022 |
2023 |
TOTALE IMBALLAGGI |
65.2 |
65.4 |
66.5 |
66.6 |
67.6 |
67.5 |
65.6 |
64.8 |
64.0 |
64.0 |
65.2 |
67.4 |
Vetro |
83.5 |
84.0 |
84.1 |
83.9 |
85.4 |
85.4 |
84.2 |
82.1 |
81.5 |
82.8 |
83.2 |
87.0 |
Carta e cartone |
37.6 |
38.2 |
39.8 |
40.5 |
42.4 |
41.7 |
41.4 |
41.1 |
37.6 |
40.3 |
40.5 |
41.7 |
Metallo |
37.5 |
35.2 |
39.3 |
41.4 |
40.7 |
41.2 |
29.3 |
30.9 |
31.9 |
32.1 |
34.2 |
37.7 |
Plastica |
76.6 |
77.8 |
78.5 |
79.3 |
80.2 |
80.6 |
82.9 |
81.2 |
75.7 |
75.0 |
76.7 |
77.2 |
Legno |
73.1 |
73.4 |
75.3 |
74.2 |
75.3 |
75.8 |
75.8 |
75.6 |
76.0 |
74.3 |
75.6 |
74.9 |
TASSO DI RICICLO PER MATERIALE: ITALIA( 2012 – 2023)
MATERIALE |
2012 |
2013 |
2014 |
2015 |
2016 |
2017 |
2018 |
2019 |
2020 |
2021 |
2022 |
2023 |
TOTALE IMBALLAGGI |
66.6 |
66.7 |
65.4 |
66.8 |
66.9 |
67.1 |
68.3 |
69.6 |
71.4 |
71.7 |
70.7 |
75.6 |
Vetro |
84.5 |
84.6 |
78.7 |
79.7 |
79.7 |
79.8 |
80.0 |
80.8 |
86.1 |
84.6 |
80.0 |
92.6 |
Carta e cartone |
37.5 |
36.8 |
38.0 |
41.1 |
42.4 |
41.8 |
43.8 |
45.1 |
43.8 |
47.6 |
46.6 |
49.0 |
Metallo |
54.2 |
55.9 |
59.0 |
60.3 |
60.0 |
60.1 |
61.9 |
62.2 |
62.0 |
63.9 |
62.7 |
64.9 |
Plastica |
73.6 |
74.5 |
72.7 |
73.0 |
75.6 |
72.0 |
77.6 |
79.2 |
73.1 |
70.3 |
78.0 |
86.2 |
Legno |
70.9 |
70.8 |
70.3 |
70.9 |
70.8 |
72.8 |
73.4 |
77.3 |
78.6 |
76.6 |
80.8 |
77.4 |
Un risultato che porta la firma del sistema Corepla e di un modello di raccolta capillare che, nonostante la flessione del 2020-2021( fino al 70,3 %), ha recuperato con forza. La traiettoria italiana è stata comunque tutt’ altro che lineare: dai 73,6 % del 2012, una crescita lenta fino al 79,2 % del 2019, il calo pandemico, e poi il balzo degli ultimi due anni. Un percorso che rispecchia le tensioni strutturali di un Paese con forti differenze territoriali nelle infrastrutture di raccolta.
I campioni: Belgio, Paesi Bassi, Estonia In cima alla classifica 2023 si trovano il Belgio( 96,8 %), i Paesi Bassi( 88 %) e l’ Estonia( 95,3 %). Il Belgio è il caso più rilevante: il suo tasso di riciclo della plastica è rimasto pressoché costante per oltre un decennio, sempre attorno al 95-98 %, a testimonianza di un sistema industriale e logistico di eccellenza. I Paesi Bassi mostrano una resilienza simile, con una flessione contenuta durante la pandemia e un rapido recupero. La Norvegia( 91,9 %), pur non essendo nell’ UE, conferma il suo primato ambientale. Particolarmente degno di nota il caso della Slovenia, che nel 2023 raggiunge il 100,7 %— un valore superiore al 100 % che in genere riflette l’ inclusione nel calcolo di scorte precedentemente accumulate o differenze metodologiche nella misurazione.
I ritardatari: Romania, Malta e Croazia Sul versante opposto, emergono situazioni critiche. La Romania si ferma al 43,9 % nel 2023, in progressivo declino rispetto al 64,1 % del 2015, con una filiera del riciclo ancora insufficiente rispetto alla dimensione del mercato degli imballaggi. Malta registra il dato più allarmante dell’ intera UE: appena il 15,2 %, in calo persino rispetto al già modesto 41,5 % del 2012. La Croazia non ha fornito dati per il 2023, ma i valori degli anni precedenti( intorno al 17-25 %) la collocano nella fascia critica. Questi tre Paesi saranno i più esposti alle pressioni regolamentari del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio( PPWR), che inasprirà ulteriormente i target nei prossimi anni.
La plastica batte la media generale Un dato che merita attenzione è il confronto tra il riciclo degli imballaggi in plastica e quello del totale degli imballaggi. La plastica, storicamente considerata il materiale più difficile da riciclare, supera sistematicamente la media aggregata. Nel 2023, il totale degli imballaggi UE-27 si ferma al 67,4 %, mentre la sola plastica arriva al 77,2 %. Questo apparente paradosso si spiega in parte con la metodologia di calcolo— la direttiva UE consente di includere nella quota di“ riciclo” della plastica alcune frazioni recuperate energeticamente, con un perimetro più ampio rispetto ad altri materiali— e in parte con l’ intensità degli investimenti industriali nella filiera plastica, trainati dalle pressioni normative e dall’ economia circolare.
Il 2030 è alle porte Con il target del 50 % già ampiamente superato dalla maggioranza degli Stati membri, l’ attenzione si sposta ora verso i nuovi obiettivi fissati dal PPWR: il 55 % entro il 2030, il 60 % entro il 2040. Traguardi che, per i Paesi nella fascia 50-65 %, rappresentano una sfida concreta di investimento infrastrutturale e sviluppo di mercati per le materie prime seconde. Per Romania, Malta e gli altri ritardatari, invece, il percorso è ancora più arduo. La partita del riciclo degli imballaggi in plastica in Europa è aperta— e la distanza tra chi la gioca in Serie A e chi arranca in Serie C non si colma senza politiche industriali mirate e ingenti risorse.
Fonte: Eurostat,“ Recycling rate of packaging waste by type of packaging”( ten00063), dati 2012-2023. Unità di misura: percentuale sul totale degli imballaggi immessi al consumo. Target UE 2025 per la plastica: 50 %.
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