PLAST Ott 2026 | Page 69

diverse nelle varie aree geografiche. Mentre in Europa il mercato sta attraversando una fase complessa, con gli operatori ancora in attesa di nuovi investimenti, la Cina mostra una maggiore rapidità nell’ adozione di tecnologie produttive innovative. Mayr ha inoltre indicato nella robotica umanoide un possibile futuro ambito applicativo del clearmelt. Le esigenze progettuali di questo settore – qualità estetica, resistenza superficiale e integrazione di funzioni – sono infatti le stesse che ne hanno favorito lo sviluppo nell’ automotive.
Il risultato finale è un paraurti con modulo anteriore integrato, un componente complesso che incorpora in un unico manufatto elementi decorativi, superfici funzionali e dettagli estetici
Dallo stampo al co-sviluppo del prodotto Secondo Roberto Fagarazzi, Inevo è riuscita a posizionarsi come partner tecnologico diretto dei reparti stile e sviluppo prodotto delle case automobilistiche, andando oltre il tradizionale rapporto con gli uffici acquisti e produzione. La tecnologia di processo entra così già nella fase concettuale del componente, contribuendo alla definizione di nuove soluzioni progettuali. « L’ integrazione funzionale è in cima all’ agenda dei nuovi progetti automotive. Sempre più parti singole vengono riunite in un unico componente altamente integrato », conferma Andreas Popp, Business Development Director di Inevo. Con la duo 4000 combi M, Inevo amplia le proprie competenze verso componenti esterni di grande formato e, insieme a Engel, mette a disposizione una piattaforma di sviluppo condivisa attraverso la quale trasformatori e case automobilistiche possono valutare e qualificare nuovi concept prima dell’ avvio della produzione in serie.
Verso una carrozzeria interamente in materiale termoplastico Dalla conversazione con Roberto Fagarazzi è emersa anche una prospettiva più avanzata: l’ estensione del concetto di componente esterno in plastica all’ intera carrozzeria del
Il robot provvede anche al riscaldamento mediante emettitori a infrarossi integrati e alla termoformatura all’ interno dello stampo tramite aspirazione sottovuoto veicolo, includendo non solo paraurti e moduli frontali, ma anche portiere, parti posteriori e tetto. Non si tratta più soltanto di un’ ipotesi futura. In Nord America sono già presenti applicazioni industriali nelle quali componenti esterni realizzati in materiale termoplastico vengono colorati in massa e rifiniti con uno strato di poliuretano applicato mediante tecnologia di In Mould Coating. Il rivestimento consente di ottenere superfici con effetti estetici paragonabili a quelli della verniciatura tradizionale, inclusi effetti metallizzati, mantenendo al contempo i vantaggi tipici dell’ integrazione nello stampo. Parallelamente evolve anche la tecnologia dei materiali. Il polipropilene assume un ruolo sempre più rilevante come substrato grazie ai vantaggi in termini di costo e alle proprietà richieste, ad esempio per la protezione dei pedoni. In questo contesto, Borealis ha presentato nuove soluzioni dedicate alla combinazione con il clearmelt, mentre la progressiva riduzione degli spessori del rivestimento in poliuretano contribuisce a contenere costi e impronta di CO₂.
Dalla visione all’ industrializzazione Le applicazioni sviluppate negli ultimi anni stanno confermando la validità della scelta di Inevo di investire su una pressa da 40.000 kN. A rafforzare questa prospettiva contribuisce anche la recente approvazione dello strato antigraffio autorigenerante per lenti anteriori, ottenuta dopo due-tre anni di test, comprese prove in condizioni estreme nel deserto, per verificarne resistenza meccanica e stabilità nel tempo. Roberto Fagarazzi definisce questo percorso una“ scommessa” iniziata anni fa, una scelta strategica che oggi trova riscontro nella crescita delle applicazioni e nell’ estensione della tecnologia a nuovi componenti e nuove funzioni. Resta aperta la domanda sulla velocità con cui le case automobilistiche europee decideranno di investire in nuovi impianti basati su questa tecnologia. La principale incognita non riguarda infatti il processo, ormai maturo, ma la capacità del mercato europeo di tornare a investire con decisione.
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