ARTICOLI SPORTIVI [ APPLICAZIONI ]
In alto a sinistra: composizione della tavola da surf Firewire con resine bio-based, che sostituiscono in parte le materie prime fossili mantenendo elevate prestazioni
In alto a destra: scarpa On Running Cloudneo in Pebax ® Rnew ® e Rilsan ® PA11, progettata secondo un modello di economia circolare che prevede il recupero e la rigenerazione del prodotto
Sotto a sinistra: casco monomateriale in PLA sviluppato dal Fraunhofer
ICT, concepito per semplificare il riciclo grazie a un’ architettura interamente realizzata con un unico materiale
Sotto a destra: prese per arrampicata sportiva Ghold realizzate con termoplastici riciclabili, progettate per essere recuperate, rilavorate e reimmesse più volte nel ciclo produttivo
za, resilienza e ritorno elastico, proprietà fondamentali per massimizzare l’ efficienza energetica durante la corsa. La PA11 bio-based viene invece impiegata in componenti strutturali soggetti a sollecitazioni ripetute, grazie alla buona resistenza alla fatica e alla stabilità meccanica. L’ aspetto più innovativo riguarda tuttavia il modello industriale. Cloudneo è stata progettata secondo una logica closed-loop: al termine della vita utile la scarpa viene restituita dal consumatore, rigenerata e reimmessa nel ciclo produttivo, riducendo il consumo di materia prima vergine e mantenendo elevato il valore del materiale recuperato. Per i trasformatori plastici rappresenta un interessante cambio di paradigma: il polimero non è più semplicemente una materia da lavorare, ma una risorsa destinata a rimanere all’ interno della filiera produttiva.
Surf: le resine bio-based entrano nei compositi Le tavole da surf sono tra i manufatti compositi più diffusi in ambito sportivo. Tradizionalmente vengono realizzate mediante anime alleggerite in EPS rivestite con tessuti in fibra di vetro impregnati con resine epossidiche di origine petrolchimica. Il limite di questa tecnologia risiede proprio nella matrice polimerica, responsabile di una quota significativa dell’ impatto ambientale del prodotto. Firewire Surfboards ha affrontato il problema introducendo nelle proprie tavole certificate Ecoboard le resine Entropy Super Sap, formulate con una quota di carbonio bio-based su- periore al 35 %( a seconda della formulazione). Pur derivando in parte da biomasse rinnovabili, queste resine mantengono proprietà meccaniche comparabili alle epossidiche convenzionali, garantendo elevata adesione alle fibre di vetro, resistenza alla fatica e durabilità in ambiente marino. L’ interesse industriale va oltre il settore del surf. Le resine bio-based rappresentano infatti una delle principali direttrici di sviluppo dei materiali compositi e dimostrano come sia possibile ridurre progressivamente la dipendenza dalle materie prime fossili senza modificare i processi produttivi consolidati, come la laminazione manuale o l’ infusione sottovuoto. Parallelamente Arkema ha sviluppato, insieme al progetto Zephir, tavole da speed windsurf basate sulla resina termoplastica Elium ®. La differenza rispetto alle tradizionali resine termoindurenti è sostanziale. Una volta polimerizzate, le resine epossidiche convenzionali non possono infatti essere rifuse; Elium ®, essendo un materiale termoplastico, può invece essere rilavorato e recuperato al termine del ciclo di vita del manufatto. Per il comparto dei compositi si tratta di uno sviluppo particolarmente interessante, perché apre la strada alla progettazione di strutture leggere, rigide e potenzialmente riciclabili, superando uno dei principali limiti storici dei materiali compositi.
Caschi: il monomateriale come nuova frontiera Tra le innovazioni più radicali figura il progetto sviluppato dal Fraunhofer ICT, che propone una revisione completa dell’ architettura dei caschi protettivi. I modelli tradizionali combinano infatti policarbonato, EPS, polipropilene, poliammidi e adesivi strutturali, rendendo il riciclo estremamente complesso per la difficoltà di separare materiali differenti. Il nuovo approccio punta invece alla realizzazione di un casco monomateriale utilizzando PLA ad alte prestazioni opportunamente modificato per garantire adeguato assorbimento dell’ energia d’ urto. L’ obiettivo non consiste esclusivamente nell’ impiego di un biopolimero, ma nella progettazione dell’ intero prodotto secondo criteri di riciclabilità, semplificando il recupero del materiale al termine della vita utile. È un esempio di come la sostenibilità non dipenda soltanto dalla chimica del polimero, ma soprattutto dal design industriale.
Arrampicata sportiva: le prese diventano termoplastiche e riciclabili L’ arrampicata indoor è uno degli sport in più rapida crescita, ma anche uno dei comparti dove l’ impatto ambientale delle materie plastiche è stato a lungo sottovalutato. Le tradizionali prese vengono infatti realizzate in resine poliuretaniche termoindurenti, materiali che garantiscono elevata resisten-
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