PLAST Nov 2026 | Page 29

Pre- e post-consumo La principale fonte di approvvigionamento resta il postconsumo( PCR, riciclati post-consumo): circa 990 kton, pari al 75 % dell’ impiego complessivo. Le fonti pre-consumo, cioè sfridi e scarti di attività industriali e artigianali, compresi quelli reimpiegati dalla stessa industria di trasformazione, ammontano a poco meno di 330 kton e rappresentano il restante 25 % dei volumi. Gli operatori segnalano inoltre il ricorso a importazioni di scarti industriali, macinati pre-consumo e granuli contenenti riciclato pre-consumo. Servono a integrare la disponibilità nazionale e a garantire requisiti qualitativi e continuità di approvvigionamento, in particolare nelle poliolefine.
Sono stati coinvolti 234 operatori: 154 imprese di trasformazione, 61 compoundatori e riciclatori e 19 altri attori della filiera, in prevalenza recuperatori, importatori e commercianti di macinati e polimeri rigenerati. I colloqui si sono svolti tra dicembre 2025 e maggio 2026. La filiera della rigenerazione e del riciclo è complessa e vede operatori attivi, a vario titolo, su uno o più livelli. Alcune aziende rientrano quindi in più categorie.
I risultati in sintesi Dopo la forte ripresa del 2021, la crescita dell’ impiego di polimeri riciclati ha rallentato progressivamente: + 4,1 % nel 2022, variazioni contenute nel 2023 e nel 2024, fino al calo dell’ 1,6 % del 2025. Nell’ ultimo anno l’ industria nazionale di trasformazione ha impiegato circa 1,32 milioni di tonnellate di rigenerati, oltre 20 kton in meno rispetto al 2024. La flessione ha toccato sia i materiali pre-consumo(-3,5 %) sia i postconsumo(-1,0 %) e ha coinvolto la maggior parte dei polimeri e dei settori, con riduzioni particolarmente marcate nelle applicazioni tecniche. L’ agricoltura è rimasta stabile e l’ imballaggio è l’ unico grande settore di destinazione in crescita. Tra i materiali, hanno chiuso in positivo il PET e, in misura minore, il PVC.
Andamento e motivazioni Vale la pena osservare gli andamenti diversi tra alcune famiglie polimeriche. Il PET cresce del 6,6 %, soprattutto nel beverage, in un anno segnato dalla prima applicazione dell’ obiettivo previsto dalla direttiva SUP( Single Use Plastics) sul contenuto minimo di rPET nelle bottiglie per bevande. Il PVC recupera(+ 1,8 %) dopo la forte contrazione del 2024. Le poliolefine arretrano: LD / LLDPE-4,9 %, HDPE-3,2 %( dopo il recupero del 2024) e PP-3,0 %( dopo la lieve ripresa del 2024). Calano anche le plastiche miste / MPO(-2,9 %). La riduzione più marcata riguarda le stireniche PS / EPS che, dopo la crescita del 2021(+ 32 %), del 2022(+ 9 %) e il consolidamento del 2023(+ 2,1 %) proseguono nell’ arretramento iniziato nel 2024. Gli operatori attribuiscono questo andamento alla persistente debolezza della domanda finale e al confronto economico con i polimeri vergini, le cui quotazioni continuano a pesare sulla competitività dei riciclati. I costi energetici, pur inferiori ai picchi del 2022-2023, restano elevati rispetto al 2021 e penalizzano ulteriormente le attività di riciclo.
Imballaggio Il packaging cresce, ma con differenze per tipologia e materiale. Il PET avanza più dell’ intero settore, trainato dall’ evoluzione favorevole della domanda del comparto beverage, che ha sostenuto i consumi di riciclati. L’ HDPE flette poco(-0,8 %), ma il dato nasconde tendenze opposte: crescono gli imballaggi rigidi, si contraggono quelli flessibili. Gli LD / LLDPE calano(-5,4 %), con impieghi legati soprattutto agli imballaggi secondari e terziari. Il PP resta sostanzialmente stabile con una quota del 17 % e impiego quasi interamente in applicazioni rigide. Plastiche miste / MPO e stireniche( PS, EPS) cedono ancora, mentre il PVC recupera ma con un’ incidenza limitata.
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