T1 _
ECONOMIA [ MERCATO ]
T1 _
Lazio
REGIONE
Emilia-Romagna
Veneto
Sardegna
Piemonte / Marche con i Vigili del Fuoco, nel rispetto dei decreti antincendio( DM 26 luglio 2022).
• Campagne sul litio: azioni nazionali per bloccare l’ ingresso di batterie al litio nella plastica, causa principale dei frequenti episodi di combustione.
• Spedizioni Intra-UE: semplificazione autorizzativa per inviare temporaneamente le frazioni eccedenti verso impianti di riciclo con capacità disponibile in altri Paesi membri dell’ Unione Europea, preservando la gerarchia dei rifiuti senza privilegiare il termovalorizzatore.
TABELLA DI SINTESI: LE CRITICITÀ SEGNALATE DAI TERRITORI
SITUAZIONE IMPIANTISTICA / GIACENZE Impianti al limite( es. Refecta sospende conferimenti); autonomie di pochi giorni. Bacini di Rimini e Cesena saturi( 500mila ab.); avviato il recupero energetico diretto. Giacenza di circa 9.860 t nel CC di Venezia; richieste di deroga ai limiti stoccaggio. Magazzini di stoccaggio intermedio esauriti su quasi tutto il territorio regionale. Impianti a regime straordinario o in affanno; ricorso a provvedimenti d ' urgenza( art. 191).
CAUSA PRINCIPALE RISCONTRATA
Rimozione dei PFAS dall ' acqua e gestione della contaminazione
Limiti alla concentrazione di alcune molecole nell ' acqua potabile Investimenti in filtrazione, trattamento e distruzione dei contaminanti Gestione delle acque potabili, trattamento delle acque reflue e bonifiche
Crescita della domanda di tecnologie di trattamento
Il piano delle Regioni: 7 ambiti di azione
1. Garanzia ed esigibilità del ritiro( Azioni 1-4)
2. Stoccaggi, sicurezza e flussi interregionali / UE( Azioni 5-9)
3. Rilevazione unificata e dati economici( Azioni 10-11) 4. Riequilibrio economico immediato e supporto MPS( Azioni 12-15) 5. Controlli alle frontiere ed effettività degli obblighi( Azioni 16-18) 6. Clausole per squilibri territoriali e insularità( Azioni 19-20) 7. Governance e monitoraggio permanente( Azione 21)
3. Trasparenza sui dati e strumenti economici( Azioni 10-15) L’ assenza di dati certi sui prezzi reali di asta e sui margini rende difficile calibrare i sostegni. Le Regioni chiedono un format unico di rilevazione quindicinale e l’ obbligo di trasmissione dei dati economici disaggregati per polimero e area geografica. Sul fronte economico, le proposte spingono verso:
• Contribuzione sulle poliolefine miste: intervento immediato per sostenere i volumi delle frazioni meno nobili( plasmix e misto poliolefine), prive di sbocco di mercato.
• Credito d’ imposta in regime di aiuto: notifica del credito d’ imposta sulle MPS alla Commissione UE per superare i limiti riduttivi del de minimis. Nel documento si evidenzia un dato economico cruciale: il costo per lo Stato legato alla risorsa propria UE sulla plastica non riciclata è pari a 800 euro / tonnellata. Qualsiasi sostegno al riciclo entro tale soglia è finanziariamente più conveniente rispetto all’ inazione.
• Fondo Revamping Impianti: risorse dedicate per l’ ammodernamento delle linee di selezione, mirate ad aumentare la purezza delle frazioni e ridurre il plasmix.
Frontiere, tracciabilità e clausola insulare( Azioni 16-20) Il documento affronta anche la concorrenza sleale del materiale importato. Si chiede di perfezionare l’ accordo con l’ Agenzia delle Dogane per imporre verifiche analitiche sull’ effettivo contenuto di riciclato nelle partite importate da Paesi extra- UE. Contemporaneamente, l’ Italia deve farsi promotrice a Bruxelles dell’ introduzione tempestiva di codici doganali distinti tra polimero vergine e polimero riciclato. Infine, sul tema dell’ equità territoriale, le Regioni sollecitano una clausola insulare e strategica: per i territori privi di impianti di riciclo finale sul proprio suolo( come Sardegna e Sicilia), è necessaria la copertura differenziale dei costi di trasporto marittimo e una quota garantita di ritiro. Parallelamente, si propone di introdurre criteri premiali nei bandi di gara pubblici( Green Public Procurement) per l’ impiego di plastiche riciclate provenienti da filiere di prossimità.
Tempi stretti ed evitare il termovalorizzatore L’ appello conclusivo inviato al Governo è chiaro: molte strutture di selezione vantano ormai un’ autonomia residua contabile in pochi giorni. Senza risposte certe e vincolanti sulla continuità dei ritiri e senza strumenti di supporto alle materie prime seconde, il ricorso forzato all’ incenerimento dei materiali differenziati rischia di passare da misura eccezionale a scelta obbligata. Un cortocircuito che distruggerebbe la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata e allontanerebbe l’ Italia dai target europei al 2030.
26 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 10 ~ 10 | 2026 WWW. PLASTMAGAZINE. IT