PLAST Marzo 2026 | Page 42

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AMBIENTE [ E RICICLO ]

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VOCE
IL PROGETTO PILOTA GLOBAL IMPACT COALITION
LE LEVE INDUSTRIALI PER LA CIRCOLARITÀ ELV
DATO Aziende coinvolte 8 Veicoli analizzati Settori coperti Attività principali Tecnologie Stato del progetto Prossimo step
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LEVA
100 ELV chimica, riciclo, waste management smantellamento, sorting, test di riciclo riciclo meccanico e chimico
OBIETTIVO
pilota in corso fase 2 – scalabilità
IMPATTO ATTESO
Digitalizzazione tracciabilità materiali migliore sorting
Automazione
Centralizzazione
Design for recycling riduzione costi
economie di scala
semplificazione componenti maggiore competitività
sostenibilità economica
più riciclo
EPR modulato incentivo economico investimenti
polimeri e additivi rende difficile la separazione e il trattamento post-shredding. « Abbiamo imparato che la progettazione è cruciale – ha spiegato Scheibitz –. Se un componente è concepito per essere facilmente smontato e composto da un singolo materiale, il suo riciclo è economicamente e tecnicamente fattibile. Il problema nasce con i componenti multimateriale, dove servono nuove tecnologie e collaborazione tra designer, produttori di materiali e costruttori di auto ».
Digitalizzazione, automazione e hub di riciclo: le tre leve per la scalabilità Il progetto ha individuato tre aree chiave per rendere il modello scalabile e competitivo: 1. Digitalizzazione – L’ uso di dati digitali sui materiali impiegati nei veicoli è fondamentale per semplificare lo smontaggio e migliorare la tracciabilità dei polimeri. Gli OEM dispongono già di queste informazioni, ma devono essere rese accessibili lungo la catena di valore per abilitare un design for recycling realmente efficace.
2. Automazione – Oggi la maggior parte dei veicoli è smontata manualmente. Automatizzare parte del processo ridurrebbe i costi e migliorerebbe la qualità delle frazioni recuperate, rendendo economicamente sostenibile il riciclo anche per le plastiche a basso valore.
3. Centralizzazione – Creare hub regionali per la demolizione e il riciclo consentirebbe di raggiungere economie di scala e migliorare la logistica dei flussi. La prossimità tra impianti di smontaggio e impianti di riciclo può inoltre ridurre le emissioni legate al trasporto e massimizzare il valore dei materiali.
Regolazione e collaborazione: la chiave per il successo Per Peter Schwarz( Covestro), la chiave della transizione è la sinergia tra innovazione e regolazione: « La Direttiva ELV fornisce la direzione giusta: non si tratta solo di percentuali, ma di logica industriale. L’ obiettivo è creare una filiera che integri contenuto riciclato, riduca la complessità dei materiali e renda il riciclo economicamente attraente ». Mortell ha aggiunto che, affinché l’ industria investa, è necessario un quadro chiaro di obiettivi vincolanti e incentivi economici, come schemi di responsabilità estesa del produttore( EPR) specifici per i veicoli: « Servono meccanismi che rendano vantaggioso per i produttori utilizzare più plastica riciclata, ad esempio modulando i contributi EPR in base al contenuto circolare dei componenti ».
Dalla sperimentazione al modello industriale Il progetto della Global Impact Coalition rappresenta, nelle parole di Amanda Martin, « un primo passo verso un modello di circolarità reale e industriale, non più confinato ai progetti pilota ». L’ obiettivo per la fase 2, prevista nel 2026, sarà estendere la collaborazione a nuove categorie di partner, inclusi OEM, fornitori Tier 1 e aziende di tecnologia per il riciclo, per creare una piattaforma operativa capace di fornire polimeri riciclati di qualità automotive su larga scala. Come ha concluso Erik Licht, « il 95 % delle plastiche automobilistiche oggi finisce in recupero energetico. Se riusciamo a recuperare anche solo il 20 % come materia, non abbiamo perso l’ 80 %: abbiamo guadagnato il 20 %. È un primo passo, ma è il passo che serve per cambiare davvero il settore ».
Verso un’ automotive circolare Il panel di K 2025 ha mostrato come la circolarità nell’ automotive non sia più un’ utopia, ma una sfida concreta e misurabile. La combinazione di obiettivi normativi ambiziosi, innovazione tecnologica e collaborazione tra industria chimica, OEM e riciclatori può trasformare la gestione dei veicoli a fine vita in una nuova opportunità industriale per l’ Europa. E mentre la nuova Direttiva ELV si prepara a entrare in vigore, l’ alleanza tra i grandi player della chimica dimostra che la circolarità non è più solo un obiettivo ambientale: è una strategia competitiva per il futuro dell’ automotive.
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