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STATO ATTUALE E OBIETTIVI DELLA DIRETTIVA ELV
INDICATORE
SITUAZIONE ATTUALE( UE)
OBIETTIVO 2032
OBIETTIVO 2036
Plastiche ELV riciclate < 20 % – – Contenuto riciclato nei veicoli nuovi ~ 2,5 % 20 % 25 % Quota da closed loop marginale da definire rilevante Riferimento normativo Direttiva 2000 / 53 / CE Revisione ELV Revisione ELV
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COMPONENTE
COMPONENTI AUTOMOTIVE E RICICLABILITÀ DELLE PLASTICHE
POLIMERI PRINCIPALI
FACILITÀ DI SMONTAGGIO
FACILITÀ DI RICICLO
CRITICITÀ
Paraurti PP, PP / EPDM Alta Alta contaminazioni Pannelli interni PP, ABS Media Media additivi Gruppi ottici PC, PMMA Alta Bassa multimateriale Cruscotti ABS, PC / ABS Media Bassa accoppiamenti Componenti motore PA rinforzate Bassa Bassa metallo / plastica sioni con Parlamento e Stati membri sono nella fase finale e ci aspettiamo che la direttiva venga approvata a breve. L’ obiettivo è raggiungere il 20 % di contenuto riciclato nei veicoli nuovi entro il 2032, e il 25 % entro il 2036, con una parte significativa derivante da closed-loop recycling, cioè dal recupero di materiali plastici provenienti da veicoli dismessi ». Oggi, tuttavia, la realtà è ben diversa: meno del 20 % delle plastiche dei veicoli viene effettivamente riciclato in Europa, e la maggior parte finisce ancora in recupero energetico. Nei nuovi modelli, la percentuale di plastica riciclata raramente supera il 2,5 %. È in questo scenario che nasce il progetto pilota Automotive Plastics Circularity della Global Impact Coalition.
OGGI MENO DEL 20 % DELLE PLASTICHE DEI VEICOLI VIENE EFFETTIVAMENTE RICICLATO IN EUROPA
Il progetto pilota: otto grandi aziende unite per la circolarità La Global Impact Coalition ha riunito otto attori industriali – Basf, Covestro, LyondellBasell, Mitsubishi Chemical Group, AlgaChem, SUEZ, Savic e Cianco – in un’ iniziativa senza precedenti. L’ obiettivo è studiare e testare nuovi modelli di recupero, separazione e riciclo delle plastiche da veicoli dismessi, con un approccio sistemico e precompetitivo. Come ha spiegato Amanda Martin, « abbiamo avviato un pilota che parte da un principio semplice ma ambizioso: capire come smontare e recuperare le plastiche dai veicoli in modo efficiente e scalabile ». Nel corso del progetto, sono stati smantellati e analizzati 100 veicoli a fine vita, ridisegnando il processo di disassemblaggio per separare in modo più accurato le diverse frazioni polimeriche. Le plastiche così ottenute vengono poi sottoposte a test di riciclo meccanico e chimico presso i laboratori dei partner coinvolti. Secondo Erik Licht( LyondellBasell), « questa collaborazione è unica perché unisce competitor storici in un ambiente precompetitivo, per sviluppare soluzioni che servano l’ intero settore. Nessuna azienda può affrontare da sola la transizione dalla base fossile alla circolarità ».
Le lezioni dal pilota: tra innovazione e difficoltà tecniche I risultati iniziali, illustrati da Matthias Scheibitz( Basf), hanno permesso di mappare la complessità dei materiali utilizzati nei veicoli e di valutare la loro effettiva riciclabilità. Le plastiche più facilmente recuperabili si sono rivelate quelle impiegate nei paraurti e nelle coperture esterne, composte prevalentemente da PP e ABS, che già oggi beneficiano di flussi consolidati di riciclo meccanico. Più complessi, invece, i componenti multimateriale come lampade, cruscotti e collettori motore, dove l’ unione di diversi
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