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ECONOMIA [ MERCATO ]
T3 _
INDICATORE
CAPACITÀ DI RICICLO DELLA PLASTICA NELL’ UE
Capacità installata di riciclo plastica
VOCE
COSTI DELLA FRAMMENTAZIONE NORMATIVA SUL RICICLO
OBIETTIVI UE DI CONTENUTO RICICLATO( DIRETTIVA SUP)
VALORE STIMATO Costi annui dovuti all’ assenza di criteri UE end-of-waste ~ 120 mln € Costo medio per riciclatore
VALORE
Crescita capacità 2021 + 17 % Crescita capacità 2022 + 10 % Crescita capacità 2023 + 6 % Variazione prevista entro fine 2025 Capacità a rischio( equivalente)
T4 _
Numero Stati membri con regole diverse 27
T5 _
13,2 milioni t
– 1 milione t ~ capacità totale Francia
~ 260.000 € / anno
PRODOTTO OBIETTIVO SCADENZA Bottiglie in PET 25 % plastica riciclata 2025 Bottiglie per bevande( tutte) 30 % plastica riciclata 2030 Tecnologia ammessa Riciclo meccanico + chimico( con mass balance)
T6 _
INDICATORE
INVESTIMENTI E FINANZA PER L’ ECONOMIA CIRCOLARE
VALORE Gap annuo di investimenti economia circolare UE 82 mld € Quota finanziamento pubblico ~ 7 % Investimenti JICE mobilitati( 2019 – 2024) > 16 mld € Investimenti potenziali in riciclo chimico fino a 8 mld € Fondi Horizon Europe per circolarità plastica( 2021 – 2024) 115 mln € Fondi Innovation Fund per progetti plastica ~ 300 mln €
T7 _
MISURA
CRONOPROGRAMMA DELLE PRINCIPALI MISURE UE
TEMPISTICA Consultazione criteri UE end-of-waste fino a gennaio 2026 Rilancio Circular Plastics Alliance Q1 2026 Hub di circolarità transregionali( pilota) Q1 2026 Emendamento Reg. UE 2022 / 1616( food contact) Q2 2026 Codici doganali specifici per polimeri riciclati 2026 Divieto export rifiuti plastici verso Paesi non OCSE da novembre 2026 Circular Economy Act entro fine 2026
TRASFORMARE LE NORMATIVE IN LEVA DI COMPETITIVITÀ E RIDURRE LA DIPENDENZA DA MATERIE PRIME FOSSILI IMPORTATE
ni importati vengono talvolta commercializzati come“ riciclati” per intercettare la domanda generata dagli obblighi UE. Per contrastare il fenomeno, la Commissione rafforzerà:
• il monitoraggio delle importazioni attraverso la Import Surveillance Task Force;
• le indagini antidumping e antisovvenzioni, già attive su diversi prodotti plastici, incluso il PET;
• l’ introduzione di codici doganali specifici per i polimeri riciclati, oggi indistinguibili dai vergini.
Un ruolo centrale sarà svolto dalla revisione del Regolamento( UE) 2022 / 1616 sui materiali plastici riciclati per contatto alimentare, che introdurrà requisiti documentali più stringenti per i materiali importati e faciliterà i controlli analitici sulla reale origine da rifiuto.
Investimenti, hub circolari e ruolo della finanza Il pacchetto riconosce infine che la transizione circolare richiede capitali ingenti. Il gap di investimento annuo per l’ economia circolare nell’ UE è stimato in 82 miliardi di euro, con una quota pubblica ferma al 7 %. Per colmarlo, la Commissione lancerà nel 2026 un progetto pilota per Hub di circolarità transregionali, integrando politiche industriali, investimenti e regolazione, e rafforzerà la cooperazione con BEI e banche promozionali nazionali nell’ ambito della Joint Initiative on Circular Economy, che ha già mobilitato oltre 16 miliardi di euro.
Un banco di prova per il Circular Economy Act Nel complesso, le misure sulla plastica rappresentano un banco di prova politico e industriale per il futuro Circular Economy Act. L’ obiettivo dichiarato è trasformare gli obblighi ambientali in leva di competitività, riducendo la dipendenza da materie prime fossili importate, rafforzando la base manifatturiera europea e creando le condizioni per un vero mercato secondario delle materie plastiche. Per l’ industria della trasformazione e del riciclo, il 2026 si profila dunque come un anno spartiacque: dalla capacità di cogliere queste opportunità – normative, tecnologiche e finanziarie – dipenderà il ruolo dell’ Europa nella filiera globale della plastica circolare.
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