PLAST Maggio 2026 | Page 72

TECNICA [ MARCATURA ]

Da sinistra, ingrandimento di scaglie di polimero additivate con tracciante, sotto luce bianca
Ingrandimento di scaglie di polimero, additivate con tracciante, emettono colore quando sotto luce UV
Processi e applicazioni La tecnologia proposta da Sinbiosys permette di moltiplicare i flussi plastici separabili con livelli di efficienza e purezza oggi impossibili con i sistemi già presenti sul mercato. E lo fa a una frazione del costo rispetto ad altre soluzioni, perché non impone di rifare gli impianti da zero. Può essere infatti integrata nelle linee di separazione per le plastiche già in uso; per i materiali plastici destinati al riciclo a fine vita è sufficiente l’ aggiunta di un additivo che non incide sul costo del prodotto. Questo sistema è estremamente adattabile ed è stata dimostrata la sua compatibilità con i principali sistemi di trasformazione delle plastiche: estrusione, stampaggio e applicazione tramite inchiostri industriali. Il marcatore può essere integrato in modo flessibile in materiali, processi e prodotti molto diversi, senza stravolgere le tecnologie produttive esistenti. Le applicazioni più immediate sono il packaging plastico, soprattutto dove serve separare con precisione flussi molto simili all’ interno dello stesso polimero. Come racconta Francesco Romano,“ un vantaggio chiave è la possibilità di distinguere, ad esempio, imballaggi food e non-food, rendendo finalmente possibile un riciclo molto più selettivo e di maggiore valore. Nei test abbiamo già lavorato su pouch, film e cup in PP e su film in LDPE”. Oltre al colore di emissione, come detto, la tecnologia sfrutta anche il tempo di decadimento della luminescenza: una firma temporale che rende la codifica più robusta e particolarmente efficace sia per la tracciabilità sia per l’ anticontraffazione. Come spiegato dalla professoressa Paola Ceroni,“ questo approccio permette di integrare la tracciabilità nei materiali e di collegarla a sistemi digitali per la gestione delle filiere”.
Obiettivi Lo spin-off Sinbiosys con il progetto Eliset intende dimostrare che risultati di ricerca avanzata possono tradursi in soluzioni concrete e tempestive per affrontare alcune delle sfide più urgenti della transizione ecologica: qualità del riciclo, trasparenza delle catene del valore, tutela dei prodotti e dei materiali. La disponibilità di flussi di materiali più facilmente identificabili e più puri è dunque un elemento imprescindibile per le nuove tecnologie. È la condizione per aumentare il valore del riciclato e rafforzare la sostenibilità industriale del settore. Il progetto europeo intende portare la tecnologia a livello industriale, scalare la produzione dei traccianti, creare decine di codici basati su colore e lifetime e integrarli in diversi tipi di packaging. Il traguardo è dimostrare sorting con accuratezza e purezza superiori al 99 %, a velocità compatibili con gli impianti commerciali, coinvolgendo fin da subito aziende della filiera per validare la soluzione in casi d’ uso reali e accelerarne l’ adozione sul mercato. L’ obiettivo è partire dal mercato europeo per poi estendersi a quello mondiale, portando una tecnologia economicamente sostenibile in un settore in forte difficoltà, rendendo possibile una separazione più efficiente e redditizia dei materiali e offrendo strumenti avanzati per la certificazione e la tracciabilità dei polimeri e del contenuto riciclato. Come sottolinea Paola Ceroni,“ si tratta di una soluzione che si colloca in anni cruciali in Europa per la filiera del riciclo delle materie plastiche, comparto che sta attraversando una fase complessa tra pressioni economiche, richieste di qualità e quantità sempre più elevate e necessità di rendere il riciclo davvero competitivo”.
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