PLAST Maggio 2026 | Page 71

Da sinistra a destra i tre fondatori di Sinbiosys Paola Ceroni, Francesco Romano e Marco Villa e a destra Angelica Germinario, PhD student che lavora al progetto
Pellet di polipropilene, contenenti tracciante in alta concentrazione, usati come masterbatch no maggiore scalabilità e precisione grazie alla lettura time-gated e alla disponibilità di più codici, permetterà di portare la tecnologia sviluppata a una dimostrazione industrialmente credibile.
Mercato del riciclo Molti materiali polimerici non vengono riciclati perché non è ancora stato sviluppato un sistema di separazione automatizzato a basso costo ed efficiente. Una delle sfide maggiori in questo campo è la differenziazione dei multimateriali di scarto in mono-materiali con un elevato grado di purezza. Sistemi come quelli che sfruttano l’ emissione di luce infrarossa e la spettroscopia in riflettanza NIR presentano limitazioni nel riconoscimento e differenziazione di miscele complesse o di polimeri con differenti composizioni. Scopo dell’ invenzione di Sinbiosys e del progetto Eliset è di rendere fruibile un metodo per separare materiali plastici diversi, destinati al riciclo, tramite inserimento negli stessi di marcatori luminescenti. I materiali plastici in cui vengono inseriti i marcatori possono infatti essere riconosciuti univocamente da un detector ottico. Ma facciamo un attimo un passo indietro. Il progetto Eliset rappresenta infatti una nuova tappa di un percorso di ricerca e trasferimento tecnologico iniziato oltre dieci anni fa all’ Università di Bologna sui nanocristalli di silicio. Ricerca portata avanti dal gruppo della professoressa Paola Ceroni del Dipartimento di Chimica“ Giacomo
Ciamician” dell’ Università di Bologna e proseguito con la costituzione dello spin-off Sinbiosys, con cofondatori la professoressa e i ricercatori Marco Villa e Francesco Romano. Questa tecnologia è oggi nella fase di transizione verso la validazione industriale.
Nanocristalli e silicio Nanocristalli di silicio luminescenti vengono utilizzati come marcatori invisibili a occhio nudo- non alterano infatti l’ aspetto dei prodotti- inseriti in massa o stampati sulla plastica in quantità molto basse( 10-100 ppm). Sotto eccitazione luminosa emettono un segnale riconoscibile non solo per colore, ma anche per tempo di decadimento, creando così un sistema di codici identificativi che permettono di separare il materiale in modo corretto. Una scelta, quella del silicio, che rende la soluzione di Sinbiosys sicura e sostenibile. Il silicio è infatti un materiale intrinsecamente sicuro e adatto al contatto con l’ utilizzatore. La superficie dei traccianti è stata inoltre ingegnerizzata così da creare una libreria di prodotti con elevata affinità per le diverse matrici in cui vengono impiegati, garantendone stabilità ed efficacia. Come sottolineato dallo stesso Francesco Romano,“ sono stati già ottenuti ottimi risultati nei test di migrazione con simulanti alimentari e, proprio grazie a questo lavoro preliminare, con Eliset avvieremo il percorso verso l’ autorizzazione EFSA per il food contact”.
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