AMBIENTE [ E RICICLO ]
Criteri EoW per la plastica per utilizzi open-loop
La bozza di regolamento sui criteri EoW per i rifiuti in plastica prevede che dal luglio 2026 le materie plastiche riciclate e utilizzate, per ragioni tecniche, in comparti industriali diversi dalla produzione di prodotti in plastica, non possano più essere qualificate come EoW e debbano essere trattate come rifiuto. Sarebbero esclusi i materiali plastici destinati al riciclo chimico. Questa impostazione colpirebbe in modo particolare l’ Italia, che ha sviluppato soluzioni di riciclo open-loop per le plastiche miste flessibili: agenti riducenti per la siderurgia( SRA), additivi per asfalti modificati o per guaine bituminose e alimentazione degli impianti di riciclo chimico.
Eppure, la Direttiva Quadro sui Rifiuti non limita le operazioni di recupero ammissibili né i campi di utilizzo dei materiali che cessano di essere rifiuti; richiede solo che siano soddisfatte condizioni di qualità, sicurezza, domanda di mercato e tutela ambientale. Sarebbe essenziale estendere il perimetro del regolamento EoW europeo ad altre operazioni di recupero e riciclo e ai vari campi di utilizzo delle MPS, oltre il plastic-to-plastic. In alternativa, dovrebbe essere esplicitamente riconosciuto un regime EoW nazionale e caso-per-caso come complementare a quello europeo, evitando che il regolamento rivisto impatti retroattivamente sulle attività già autorizzate.
soprattutto le plastiche flessibili miste post-consumo, le più difficili da riciclare e la quota maggiore delle plastiche presenti nella raccolta urbana. Misure necessarie anche per l’ Italia, nonostante il nostro Paese sia il secondo produttore europeo di plastica riciclata post-consumo( 14,5 %, dopo la Germania con il 22,2 %) e abbia già raggiunto nel 2024 l’ obiettivo UE di riciclo del 50 % per gli imballaggi post-consumo previsto per il 2025.
Le misure in Europa Con il Circular Economy Act, la Commissione intende favorire investimenti e innovazione, rimuovere le barriere strutturali, creare un mercato unico per rifiuti e MPS, accrescere l’ offerta di MPS europee di alta qualità e stimolare la domanda di prodotti circolari. Tra le misure figura l’ adozione di criteri End of Waste( EoW) unionali per le plastiche riciclate meccanicamente applicabili uniformemente in tutti gli Stati membri dell’ Unione Europea( UE). L’ obiettivo è facilitare la circolazione delle MPS in UE nei processi manifatturieri, ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori e stabilizzare l’ offerta. Secondo le stime dell’ industria citate dalla Commissione, l’ assenza di criteri EoW unionali genera costi addizionali di circa 120 milioni di Euro l’ anno per il comparto del riciclo delle plastiche. Restano alcune criticità rilevanti, illustrate nel box dedicato. Le istituzioni comunitarie intendono anche garantire certezza giuridica agli investimenti nel riciclo chimico, introducendo regole di allocazione basate sul bilancio di massa: non essendo possibile separare fisicamente riciclato e vergine nel prodotto finale, il bilancio di massa calcolato secondo le regole di allocazione determina quanta plastica prodotta può essere etichettata come riciclata, con un reale risparmio di risorse fossili. L’ armonizzazione delle regole di calcolo, verifica e rendicontazione potrebbe valorizzare il riciclo chimico come complementare al riciclo meccanico. Sul fronte della concorrenza sleale extra-europea, alle misure anti-dumping già in vigore( verso la Cina) e ai dazi compensativi( verso l’ India) per il PET riciclato e vergine, si affiancherà una Import Surveillance Task Force. Verranno inoltre istituiti codici doganali distinti per plastiche vergini e riciclate, a partire dalle modifiche al Regolamento UE 2022 / 1616. Parallelamente si prevede il monitoraggio degli impianti di riciclo extra-UE. La Commissione Europea intende infine rilanciare quest’ anno l’ Alleanza per la Plastica Circolare come piattaforma strutturata di cooperazione lungo tutta la catena del valore per l’ individuazione delle priorità della filiera e delle principali sfide di competitività e circolarità.
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