A sinistra: nel modello di business Materials as a service, materiali in usufrutto, il materiale diventa un servizio e a fine del ciclo di vita del prodotto torna al produttore originale( foto Hunaid Nagaria, Henry Parkin, Adhesh Shenoy / Imperial College London)
Sotto: il professor Marco Aurisicchio della Dyson School of Design Engineering lavora con i suoi studenti di laurea magistrale( qui erano Anouk Zeeuw Van Der Laan e Fadzli Bin Bahrudin) su diversi tipi di prodotti, tra cui alcuni in materie plastiche( foto Thomas Angus / Imperial College London)
Engineering, parte dell’ Imperial College, è stato denominato“ Materials as a service”, ispirandosi al modello di business cui in parte siamo già abituati del“ Product as a service”. Questo ultimo lo ritroviamo, ad esempio, nel car leasing e nel car sharing e ultimamente nel ride sharing, in cui consumatore o azienda non comprano il prodotto ma il servizio. O ancora, pensando ai prodotti di largo consumo, i cilindri ricarica per gasatori acqua sono un perfetto esempio di prodotto che torna al produttore. Questo modello di business è già di per sé importante, poiché introduce l’ idea di tempo: non si acquisisce un prodotto, ma le sue funzionalità all’ interno di un dato lasso di tempo. Il professore associato in Design Engineering Marco Aurisicchio, laureato in ingegneria meccanica all’ Università degli Studi di Roma La Sapienza e tra i fondatori della Dyson School of Design Engineering, ha sviluppato con i suoi collaboratori un modello di business in cui il materiale rimane sostanzialmente di proprietà del suo produttore. Nel caso di materiali come i metalli possono essere le stesse compagnie di estrazione, nel caso di materiali come le plastiche sono le aziende chimiche che le producono a detenerne la proprietà o in caso i produttori dei semilavorati. Il materiale diviene quindi un servizio e i trasformatori pagano il servizio. Alla fine del ciclo di vita del prodotto il materiale torna al produttore originale.
Gestione delle risorse Come spiegato dal professore Marco Aurisicchio, elemento fondamentale nel modello Materials as a service è il cambio di logica, che si riflette ancor meglio nella denominazione di questo modello in italiano:“ Materiali in usufrutto”. Il produttore del materiale, detenendone la proprietà lungo tutto il ciclo di vita, dandolo in affitto detta ai trasformatori delle condizioni di utilizzo che permettono al materiale di mantenere il suo alto valore originario. Il trasformatore deve quindi progettare e produrre i suoi prodotti in modo che il valore del materiale non decresca fino alla fine del ciclo di vita. In questa catena del valore il produttore di materiale o semilavorati deve sviluppare soluzioni riciclabili, mentre il trasformatore deve sviluppare prodotti che mantengano il valore originario della risorsa e che facilitino il disassemblaggio del prodotto per il recupero dei materiali. Lungo tutta la catena del valore diventa così fondamentale assicurare la tracciabilità digitale di ogni materiale
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