PLAST Giugno 2026 | Page 75

Foto: Messe Frankfurt /- Pietro Sutera

Nanotubi tessili per auto, robot umanoidi e aerei

I nanotubi di carbonio sono strutture cilindriche composte da atomi di carbonio, con proprietà quali resistenza meccanica fino a 100 volte superiore a quella dell’ acciaio, conduttività elettrica e leggerezza. La società sudcoreana di nanotecnologie aweXome Ray ha sviluppato un processo di filatura diretta in grado di trasformare questi nanotubi in filamenti continui, compatibili con la produzione tessile industriale e con membrane non tessute. Il processo, denominato axrial, consente di lavorarli con tecniche come torcitura, intreccio e laminazione. Per questa innovazione, aweXome Ray ha ricevuto il riconoscimento nella categoria New Concept. Le applicazioni potenziali includono sistemi elettrici di bordo per veicoli elettrici, aerei e robot umanoidi, schermatura da interferenze elettromagnetiche( EMI), sistemi di riscaldamento dei sedili e tessili intelligenti. Sono in corso le prime collaborazioni con un produttore automobilistico e una società aerospaziale. Il primo impianto di produzione di massa è previsto entro il 2028. merizzazione avviene in un massimo di venti minuti, a basse pressione e temperatura, con la capacità di operare su miscele di polimeri diversi separandoli selettivamente. I primi prodotti in poliestere e poliammide 6.6 riciclati per via enzimatica risalgono al 2024, con Lululemon. Questa multinazionale canadese dell’ abbigliamento sportivo ha siglato con Samsara Eco un contratto decennale per coprire entro il 2035 circa il 20 % del proprio portafoglio di fibre con riciclato da capi usati e scarti tessili. Tra gli altri partner figurano Nilit e The Lycra Company- quest’ ultima impegnata a portare l’ e- lastan, fibra sintetica poliuretanica, nell’ economia circolare. Nel settembre 2025 Samsara Eco ha inaugurato il suo primo impianto australiano per la produzione di poliesteri e poliammidi riciclati destinati ad abbigliamento, imballaggio e automotive. Entro il 2028 prevede l’ apertura di un primo impianto commerciale dedicato al riciclo del poliammide 6.6, con una capacità annua di 20.000 tonnellate.
Riciclo chimico Meno dell’ 1 % dei rifiuti tessili mondiali viene attualmente avviato al riciclo in circuiti tessile-tessile. I tessili in fibre miste in particolare sono inceneriti o smaltiti in discarica. Il riciclo chimico rappresenta in questo scenario un’ alternativa promettente. Tuttavia, l’ idrolisi, uno dei processi più efficienti per i tessili misti, genera circa 1 tonnellata di sale di scarto chimico per ogni tonnellata di poliestere recuperato, poiché il processo richiede acido che rimane poi sotto forma di fango salino industriale. La start-up tedesca re. solution ha sostituito lo stadio acido con l’ elettricità, eliminando la produzione di sale di scarto nella produzione di poliestere circolare da rifiuti tessili misti. Questo processo di idrolisi elettrochimica assistita consente di risparmiare il 94 % di sostanze chimiche e il 74 % di acqua, rispetto a processi di riciclo chimico convenzionali, con una riduzione dell’ impronta di carbonio fino al 90 % rispetto alla produzione di poliestere vergine. La start-up ha ricevuto il riconoscimento nella categoria New Recycled Materials & Recycling Technologies. Nel corso del 2026 è prevista l’ entrata in funzione di un primo impianto semi-industriale con una capacità superiore a una tonnellata di rifiuti tessili al giorno, a fronte del crescente interesse manifestato da raccoglitori, selezionatori, aziende della moda e produttori di tessili tecnici.
Foto: Messe Frankfurt- Jean-Luc Valentin
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