possibilità di automazione per ridurre i costi operativi sono limitate: l’ intelligenza artificiale può contribuire all’ identificazione delle contaminazioni e all’ analisi dei risultati, ma le tecniche analitiche richiedono comunque operatività manuale qualificata e revisione critica dei risultati elaborati dall’ IA da parte di esperti. Sul piano tecnico, l’ eterogeneità dei campioni, i limiti di rilevazione e quantificazione e la presenza di strutture chimiche complesse complicano l’ affidabilità delle analisi. Test chimici esaustivi richiedono tempo e non sono facilmente scalabili a livello industriale. Impurità e contaminanti nei riciclati possono interferire con i metodi di rilevazione e danneggiare le apparecchiature. Inoltre, anche quando tutte le sostanze chimiche fossero identificate e quantificate, in entrata e nel riciclato, per molte non sono ancora disponibili informazioni sui rischi, lasciando incertezza in termini di sicurezza del riciclato finale.
Gli standard Pur in assenza di standard internazionali armonizzati con requisiti esaustivi di analisi chimica, esistono standard, certificazioni e misure di controllo della qualità per le plastiche riciclate da cui partire per implementarli su scala. Gli schemi orientati al prodotto, come gli standard europei e le certificazioni nordamericane e globali, garantiscono tracciabilità, documentazione del contenuto riciclato e conformità ad alcuni limiti normativi, ma tendono a non includere soglie per le sostanze chimiche. Norme, standard tecnici e certificazioni orientate al processo promuovono il controllo della qualità, la minimizzazione della contaminazione e le pratiche di analisi. Certificazioni ed etichette ambientali, europee e internazionali, si occupano della tracciabilità del contenuto riciclato e delle dichiarazioni di sostenibilità, senza tuttavia imporre analisi chimiche esaustive. L’ integrazione di tecnologie di tracciamento renderebbe accessibile la validazione della composizione dei materiali- se accompagnata da adeguate misure di sostegno- rafforzando la credibilità delle dichiarazioni di sostenibilità, supportando la rendicontazione di conformità e creando valore aggiunto per riciclatori e utenti a valle.
Misure politiche L’ OCSE individua alcune opzioni politiche per sciogliere i nodi principali nella validazione del contenuto chimico delle materie plastiche riciclate. A monte e nella progettazione sono contemplate misure come riduzione della complessità chimica per tipologia di applicazione, standardizzazione degli additivi consentiti, limitazione delle sostanze problematiche, progettazione che consideri le conseguenze delle scelte chimiche sul riciclo.
La maggiore trasparenza nell’ indicazione del contenuto chimico dei prodotti in plastica dovrebbe, invece, passare attraverso obblighi di divulgazione, formati di rendicontazione armonizzati e passaporti di prodotto. Il rafforzamento delle misure a valle prevede l’ ampliamento della raccolta differenziata, il sostegno a sistemi di riciclo a circuito chiuso e lo sviluppo e la diffusione di tecnologie avanzate. Per alcuni comparti, come automotive ed elettronica la cui produzione è concentrata geograficamente, il riciclo a circuito chiuso e l’ impiego di tecnologie avanzate sarebbero la scelta più idonea a ridurre la varietà di contaminazioni chimiche e produrre riciclato di alta qualità. Tuttavia, lo smaltimento di questo tipo di componentistica avviene oggi a livello globale, per cui molte aree non sono in grado di sostenere economicamente la transizione. A queste misure si dovrebbe affiancare un sostegno economico per l’ identificazione e l’ analisi chimica delle materie plastiche riciclate, tramite la raccolta di contributi mirati( si ipotizza a carico di compoundatori e produttori), database collaborativi di screening chimico dei materiali e partnership tra industria e ricerca. Quest’ ultima potrebbe concentrarsi sui prodotti di degradazione e di reazione nel riciclo delle plastiche e su altre fonti chimiche ancora non sufficientemente investigate.
Informazione e collaborazione Lo studio OCSE sottolinea che le decisioni politiche future dovranno basarsi su informazioni consolidate, precise analisi socioeconomiche e studi dei costi-benefici, integrate da evidenze scientifiche sugli impatti delle sostanze chimiche su salute e ambiente. Garantire la sicurezza chimica nelle materie plastiche riciclate richiede un approccio che combini standard internazionali armonizzati, tecniche analitiche robuste, sistemi di tracciabilità chimica, incentivi economici e collaborazione nella ricerca. È importante valutare anche le tecnologie emergenti chimiche e di purificazione a base di solventi, considerandone rischi, sostenibilità, scalabilità tecnica e fattibilità finanziaria. Tutti questi elementi concorrono a una circolarità sicura e sostenibile, massimizzando al contempo i tassi di riciclo. La collaborazione lungo tutta la filiera è altresì fondamentale. I riciclatori non dovrebbero essere gli unici ad accollarsi responsabilità e costi per la sicurezza chimica del riciclato. Semplificazione e trasparenza lungo tutta la catena del valore delle plastiche e il ciclo di vita di ogni prodotto sono condizioni indispensabili affinché il riciclo possa soddisfare un modello di economia circolare concreto e affidabile.
Fonte: OECD( 2026), Chemical content validation of recycled plastics, OECD Series on Risk Management of Chemicals OECD Publishing, Paris.
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