PLAST Giugno 2026 Stampaggio | Página 79

Un materiale insostituibile per la sicurezza dei pazienti Le materie plastiche hanno rivoluzionato la pratica medica. Dalle sacche per infusione e le tubazioni ai guanti monouso, dalle siringhe sterili ai dispositivi diagnostici e ai sistemi di imballaggio farmaceutico, la plastica garantisce igiene, barriera microbica, leggerezza e versatilità. Eunomia calcola che nel 2023 il settore sanitario europeo abbia generato 907 kt di rifiuti plastici monouso, associati a 5 milioni di tonnellate di CO 2 equivalenti. Ma tali cifre vanno contestualizzate: gran parte di questi materiali sono indispensabili per prevenire contaminazioni e infezioni nosocomiali, riducendo quindi non solo i rischi per i pazienti, ma anche l’ impatto complessivo del sistema sanitario in termini di costi e risorse. In altre parole, la plastica ha contribuito a ridurre l’ impronta ambientale della sanità, migliorando l’ efficienza dei trattamenti, la durata dei dispositivi e la sicurezza degli operatori. Abbandonare o sostituire indiscriminatamente i materiali plastici significherebbe mettere a rischio la stessa missione del settore sanitario: la tutela della vita.
Le vere cause del problema: costi, governance e infrastrutture Il report individua quattro forze strutturali alla base della dipendenza dal monouso: la convenienza della plastica vergine, le esenzioni normative, la frammentazione decisionale e la crescita della domanda sanitaria. Su questo punto l’ industria concorda: il sistema è effettivamente vincolato da meccanismi economici e normativi che non favoriscono la circolarità. Ma non è la plastica il problema: sono le regole del gioco. In Europa, ad esempio, molti dispositivi medicali rientrano in categorie di“ rifiuti clinici” che ne impediscono il riciclo, anche quando non sono stati contaminati. Le norme sulla sterilità, indispensabili per la sicurezza, si basano su modelli pensati per prodotti monouso. E i criteri di acquisto ospedaliero privilegiano ancora il costo unitario più basso rispetto al valore del ciclo di vita. La conseguenza è che innovazioni già disponibili— come dispositivi riutilizzabili, plastiche biobased o tecnologie di riciclo chimico— faticano a scalare per mancanza di domanda istituzionale e infrastrutture adeguate.
Le cinque leve del cambiamento: un terreno di collaborazione Eunomia propone cinque leve per trasformare il sistema: ridurre, riutilizzare, sostituire, riciclare e adottare plastiche a basse emissioni. È un approccio in linea con i principi dell’ e- conomia circolare, che l’ industria condivide, ma che richiede una gestione realistica dei vincoli tecnologici, sanitari e di mercato. 1. Ridurre e ripensare – L’ industria è già impegnata in strategie di eco-design e lightweighting, riducendo gli spessori e semplificando la composizione dei materiali. Le aziende più avanzate stanno lavorando a progetti di“ design for
In apertura: dispositivi medicali monouso in plastica: le materie plastiche rappresentano un elemento chiave per garantire sterilità, sicurezza e praticità nelle applicazioni sanitarie moderne
A fianco: nella gestione dei rifiuti ospedalieri, la corretta separazione dei rifiuti sanitari è fondamentale per abilitare processi di riciclo e ridurre l’ impatto ambientale del settore
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