PLAST Giugno 2026 Stampaggio | Page 72

Quello che la rassegna Materially di Milano ha restituito è un quadro coerente: il polimero non è il materiale del passato da abbandonare, ma il campo di ricerca più vivo e fertile del presente. La sfida è migliorare le prestazioni ambientali senza sacrificare quelle funzionali, e dimostrare che la circolarità può essere industrialmente scalabile.

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Quello che la rassegna Materially di Milano ha restituito è un quadro coerente: il polimero non è il materiale del passato da abbandonare, ma il campo di ricerca più vivo e fertile del presente. La sfida è migliorare le prestazioni ambientali senza sacrificare quelle funzionali, e dimostrare che la circolarità può essere industrialmente scalabile.

Ridisegnare il futuro dei materiali di sintesi

Suola Balena x Savana in BioCir ® Flex, bioplastiche da fermentazione batterica e oli naturali che replicano le prestazioni della gomma e delle plastiche convenzionali, con percorsi di biodegradazione certificati in ambienti di compostaggio, suolo e marino

La Milano Design Week 2026 ha chiuso i battenti lasciando un’ eredità materica significativa. Tra le rassegne più dense di contenuto, Materially— la società di consulenza indipendente specializzata nell’ innovazione dei materiali— ha riunito presso Stecca3, nel quartiere Isola, alcune delle proposte più avanzate sul fronte delle plastiche e dei polimeri. Un filo rosso ha attraversato l’ intera selezione: il ripensamento radicale di questi materiali, non come problema da eliminare, ma come risorsa da trasformare. Dalla bioplastica al riciclo avanzato, dalla stampa 3D ai materiali vegetali ad alte prestazioni, il panorama emerso è quello di un’ industria in profonda e concreta transizione.

Quando la bioplastica incontra le prestazioni industriali Balena ha portato al Fuorisalone la famiglia di materiali termoplastici BioCir ®, sviluppata a partire da polimeri biodegradabili ad alto peso molecolare e materie prime rinnovabili— semi di ricino, oli naturali e polisaccaridi. Il punto di forza della proposta è la sua natura“ drop-in”: questi materiali sono progettati per funzionare sulle macchine esistenti, senza richiedere investimenti infrastrutturali da parte dei produttori. La gamma— articolata in quattro varianti, BioCir ® Flex, Flex3D, X e Foam— ha trovato applicazione concreta in due oggetti esposti: un frisbee ad alte prestazioni realizzato in BioCir ® X, primo nel suo genere ottenuto da bioplastica prodotta per fermentazione batterica, e una suola per calzature in BioCir ® Flex capace di replicare flessibilità e durabilità della gomma tradizionale. Entrambi i prodotti sono stati progettati per degradarsi in ambienti di compostaggio, nel suolo o in ambiente marino, con percorsi di fine vita chiaramente definiti e verificabili.
72 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 6 ~ 6 | 2026 STAMPAGGIO
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