PLAST Giugno 2026 Stampaggio | Page 22

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ECONOMIA [ MERCATO ]

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SCENARIO DI SVILUPPO DEL RICICLO IN ITALIA( 2040)
VALORE Investimenti previsti nel riciclo chimico oltre 2,6 miliardi € Quota di rifiuti plastici trattabili con riciclo chimico 13,6 % Rifiuti plastici recuperabili complessivamente
4,5 milioni t Quota potenziale di materia prima riciclata sulla domanda nazionale fino al 45 %
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IMPATTI ECONOMICI DEGLI SCENARI DI POLICY SCENARIO VALORE AGGIUNTO OCCUPAZIONE Scenario di rafforzamento della competitività Impatto complessivo con effetti indiretti Scenario negativo( assenza di interventi)
SVILUPPO DEL SETTORE BIOPLASTICHE
+ 3 miliardi €( totale 18,3 miliardi €)
VALORE Fatturato 2014 circa 400 milioni € Fatturato 2022 oltre 1,1 miliardi €
fino a 10 miliardi €
+ 30.000 posti di lavoro diretti
oltre 83.000 occupati complessivi
−4,7 miliardi € −55.000 posti di lavoro
Secondo gli autori dello studio, questo insieme di misure ha contribuito a creare quello che viene definito uno“ tsunami normativo”, con impatti significativi sui costi di conformità per le imprese. Negli ultimi mesi, tuttavia, la Commissione europea ha iniziato a introdurre un approccio più equilibrato, ponendo maggiore attenzione anche alla competitività industriale. In questa direzione si inseriscono iniziative come il Clean Industrial Deal e i pacchetti di semplificazione normativa denominati Omnibus, che mirano a ridurre gli oneri burocratici e sostenere la competitività delle imprese europee.
La circolarità come leva di sviluppo Un altro elemento centrale dello studio riguarda il ruolo della circolarità nella trasformazione del settore. Secondo le analisi elaborate da Teha, la valorizzazione congiunta del riciclo meccanico, chimico e organico potrebbe consentire in Europa di recuperare fino all’ 80 % dei rifiuti plastici entro il 2040. Nel caso italiano, uno scenario particolarmente favorevole prevede investimenti superiori a 2,6 miliardi di euro nello sviluppo della filiera del riciclo chimico. Questo permetterebbe di trattare circa il 13,6 % dei rifiuti plastici e, insieme al riciclo meccanico, di recuperare fino a 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti entro il 2040. In tale prospettiva, i materiali riciclati potrebbero coprire fino al 45 % della domanda nazionale di materia prima plastica.
Bioplastiche tra crescita e nuove sfide Accanto al riciclo, anche le bioplastiche rappresentano un elemento rilevante della strategia di circolarità della filiera. Il comparto ha registrato una crescita significativa nell’ ultimo decennio, con un aumento del fatturato da circa 400 milioni di euro nel 2014 a oltre 1,1 miliardi nel 2022. Negli ultimi anni, tuttavia, il settore ha subito una contrazione, legata soprattutto alla pressione competitiva dei prodotti extra-UE e all’ incertezza normativa che caratterizza questo ambito.
Le priorità per rafforzare la filiera Partendo da queste considerazioni, il rapporto individua una serie di azioni di policy ritenute necessarie per rafforzare la competitività e sostenere la transizione circolare della filiera. Tra le priorità emergono la definizione di una strategia nazionale dedicata alla plastica, la semplificazione degli iter autorizzativi per gli impianti di riciclo e lo sviluppo del mercato delle materie prime seconde. Viene inoltre sottolineata l’ importanza di introdurre strumenti economici che favoriscano l’ utilizzo di materiali riciclati e bio-based, nonché di rafforzare il sistema di responsabilità estesa del produttore.
Gli scenari di sviluppo economico Lo studio propone infine un’ analisi di scenario per valutare i possibili effetti economici delle politiche di sostegno al settore. Secondo le simulazioni elaborate da Teha, un rafforzamento della competitività e della produttività della filiera potrebbe generare fino a 3 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo, portando il totale a circa 18,3 miliardi. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti sull’ economia nazionale, l’ impatto complessivo potrebbe avvicinarsi ai 10 miliardi di euro. Dal punto di vista occupazionale, questo scenario potrebbe tradursi nella creazione di circa 30 mila nuovi posti di lavoro diretti lungo la catena del valore della plastica e di oltre 83 mila occupati complessivi considerando l’ indotto. Al contrario, l’ assenza di interventi a sostegno della competitività del settore potrebbe comportare una perdita di circa 4,7 miliardi di valore aggiunto e oltre 55 mila posti di lavoro. Durante la presentazione dello studio, il presidente di PlasticsEurope Italia, Franco Meropiali, ha sottolineato come la competitività dell’ industria della plastica sia strettamente legata alla capacità di accompagnare la transizione verso modelli più sostenibili, valorizzando innovazione tecnologica e circolarità. Anche dal lato istituzionale è stata ribadita la rilevanza del comparto per l’ economia nazionale e la necessità di politiche industriali che ne sostengano lo sviluppo, evitando che vincoli normativi e costi energetici eccessivi possano indebolire una filiera strategica del sistema produttivo italiano.
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