PLAST Giugno 2026 Stampaggio | Page 21

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DIMENSIONI DELLA FILIERA DELLA PLASTICA IN ITALIA
INDICATORE
VALORE
Fatturato complessivo
58,4 miliardi €
Valore aggiunto
15,3 miliardi €
Occupati
164.000
Incidenza sul manifatturiero italiano
4,9 %
Posizione in Europa
2 ª dopo la Germania
Posizione tra i settori industriali italiani
9 ª
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STRUTTURA E PRESENZA INDUSTRIALE
INDICATORE
VALORE
Quota delle imprese europee della plastica presenti in Italia
16 %
Quota del fatturato della filiera generato dalla trasformazione
74,7 %
Crescita del valore aggiunto reale della trasformazione( 2019-2023)
+ 21 %
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EXPORT DELLA FILIERA
INDICATORE
VALORE
Export della filiera plastica italiana( 2024)
25 miliardi €
Incidenza sull’ export manifatturiero italiano
4,2 %
capacità di adattamento alle esigenze dei mercati. Le imprese italiane della plastica operano infatti in numerosi settori applicativi – dall’ imballaggio all’ automotive, dall’ edilizia alla meccanica – contribuendo in modo significativo alla competitività complessiva del sistema manifatturiero nazionale.
Il ruolo centrale della trasformazione All’ interno della catena del valore, il segmento della trasformazione si conferma il principale motore economico del settore. Negli ultimi cinque anni questo comparto ha registrato una crescita del valore aggiunto reale del 21 % rispetto al 2019 e oggi rappresenta circa il 74,7 % del fatturato complessivo della filiera, una quota sensibilmente superiore rispetto alla media europea. Al contrario, la produzione di materie prime e le attività di recupero stanno affrontando una fase più complessa, con una riduzione del valore aggiunto reale tra il 2019 e il 2023. Questo andamento riflette anche le difficoltà legate ai costi energetici, alle dinamiche delle materie prime e alla crescente pressione competitiva internazionale.
Tra questi figurano il regolamento Reach sulla registrazione e valutazione delle sostanze chimiche, la direttiva sulle plastiche monouso( SUP), il regolamento Ecodesign for Sustainable Products( ESPR) e la Waste Framework Directive, che introduce nuovi obiettivi di riutilizzo e riciclo dei rifiuti. A questi strumenti si aggiunge la cosiddetta Plastics Own Resource, che prevede un contributo europeo pari a 0,80 euro per chilogrammo di imballaggi in plastica non riciclati.
Un contesto normativo sempre più complesso Lo studio evidenzia come il settore si trovi oggi a operare in un contesto particolarmente sfidante, caratterizzato da tensioni geopolitiche, elevati costi energetici e da un quadro normativo europeo sempre più articolato. Negli ultimi anni, infatti, l’ industria della plastica è stata interessata da numerosi interventi legislativi che riguardano sia la sostenibilità ambientale sia la regolazione dei prodotti e delle sostanze chimiche.
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