AMBIENTE [ E RICICLO ]
Un impianto di riciclo meccanico di materie plastiche
Da sinistra:
Dirk Langhammer, vicepresidente Circular Economy Solutions di
Borealis
Valentijn de Neve, CEO di BlueAlp
meccanica a solvente. « Abbiamo sviluppato internamente la tecnologia e ora, grazie alla collaborazione con Lindner, possiamo accelerarne la diffusione », ha spiegato Peter Dziezok, direttore R & D Open Innovation di P & G. « Il nostro obiettivo è offrire prodotti di alta qualità e valore, che migliorino la vita dei consumatori oggi e per le generazioni future. La circolarità è parte integrante della qualità ». Per Benjamin Porter, Global Sustainable Business Development Manager di Trinseo, il punto di partenza resta la consapevolezza del valore intrinseco delle plastiche: « La plastica richiede molta energia per essere prodotta, quindi dobbiamo mantenerne il valore il più a lungo possibile. Non esiste una soluzione unica: serve una“ cascata tecnologica” che includa riciclo meccanico, solvent-based, chimico e persino biotecnologico, a seconda del tipo di polimero e dell’ applicazione ».
Il consumatore e la dimensione sociale della circolarità Oltre a tecnologia e regolazione, la circolarità ha una dimensione culturale. « Non bastano le campagne mediatiche – ha osservato Langhammer –. Bisogna mostrare, con esempi concreti, che la circolarità funziona. Quando i cittadini vedranno prodotti realmente riciclati, di qualità e sicuri, anche la domanda crescerà ». L’ educazione del consumatore, la trasparenza sui processi e la tracciabilità delle filiere diventano quindi fattori strategici per creare fiducia e accelerare la transizione.
Una visione comune per il futuro Dalla discussione alla K 2025 emerge un consenso sostanziale: riciclo meccanico e riciclo chimico non sono rivali, ma alleati indispensabili per costruire un’ economia circolare solida e resiliente. La sfida non è solo tecnologica, ma sistemica: riguarda il modo in cui l’ industria, la politica e la società sceglieranno di cooperare per valorizzare il materiale plastico, mantenendolo nel ciclo produttivo il più a lungo possibile. Come ha sintetizzato de Neve, « la direzione è chiara. L’ Europa vuole più indipendenza e più circolarità. Ora serve il coraggio di investire ».
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