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ECONOMIA [ MERCATO ]
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VOCE
PIROLISI: COSTI, RICAVI E BREAK-EVEN
Feedstock potenzialmente disponibile( Italia)
VALORE NUMERICO
GASSIFICAZIONE: COSTI, RICAVI E BREAK-EVEN
CONFRONTO SINTETICO PIROLISI VS GASSIFICAZIONE
UNITÀ
80 – 110 kt / anno
Olio di pirolisi producibile 54 – 77 kt / anno Costo operativo medio( OPEX) 650 – 750 €/ t olio Costo pretrattamento feedstock Ricavo atteso dalla vendita di olio
90 – 140 €/ t rifiuto
850 – 950 €/ t
Prezzo di break-even 900 – 1.000 €/ t Emissioni evitate( stima) 1,7 – 2,1 t CO 2 eq / t olio
T3 _
VOCE
CSS esportato dall’ Italia( potenziale feedstock) Metanolo sostenibile producibile
VALORE NUMERICO
UNITÀ
256 kt / anno
115 kt / anno
OPEX medio di impianto 430 – 520 €/ t metanolo Ricavo atteso dalla vendita del metanolo Gate fee potenziale( voce decisiva) Prezzo di break-even( senza incentivi)
Emissioni evitate( stima RED III) 1,4 – 1,8
T4 _
850 – 950 €/ t
84 – 200 €/ t CSS
908 €/ t metanolo
t CO 2 eq / t metanolo
PARAMETRO PIROLISI GASSIFICAZIONE Maturità tecnologica( TRL) 9 9 Prezzo di break-even 900 – 1.000 €/ t 908 €/ t
Feedstock principale
Poliolefine( plasmix)
CSS / rifiuti misti
Prodotto Olio di pirolisi Metanolo
Disponibilità feedstock Italia
Domanda europea prevista 2030
Molto limitata 830 kt( Italia, solo imballaggi)
Limitata, ma più stabile
3,2 Mt( settore marittimo)
IL SETTORE NECESSITA DI UN QUADRO NORMATIVO CHIARO, IN GRADO DI GARANTIRE CERTEZZE AGLI OPERATORI
re circa 115 mila tonnellate di metanolo sostenibile. È una quantità ancora modesta se rapportata alla domanda europea, che entro il 2030 – spinta dal regolamento FuelEU Maritime – salirà a circa 3,2 milioni di tonnellate all’ anno. Anche in questo caso, l’ asimmetria tra domanda e offerta tenderà a sostenere l’ interesse del mercato e la redditività degli impianti.
Perché il riciclo chimico può diventare un vantaggio competitivo per l’ Italia Uno dei messaggi centrali del rapporto Agici riguarda ciò che serve per far decollare davvero le filiere italiane. Al di là degli investimenti già avviati, il settore necessita di un quadro normativo chiaro, in grado di garantire certezze agli operatori. L’ approvazione di un decreto End-of-Waste specifico per il feedstock da pirolisi, la definizione uniforme dei criteri di bilancio di massa e il riconoscimento normativo del gas di pirolisi sono passi indispensabili per stabilizzare il mercato. È altrettanto importante una pianificazione industriale coordinata, che eviti sovraccapacità impiantistica a fronte di un feedstock limitato e che inserisca il riciclo chimico in una strategia nazionale che integri la gestione rifiuti con la chimica di processo. Infine, la competitività dei futuri impianti dipenderà anche da meccanismi incentivanti calibrati, in grado di compensare l’ impatto della plastic levy europea e di sostenere i costi operativi di start-up.
Un’ opportunità da sfruttare con rapidità Il riciclo chimico non è una tecnologia sostitutiva, ma complementare. È la via più promettente per avvicinare l’ Italia agli obiettivi europei, incrementando il tasso di riciclo delle plastiche e creando nuove sinergie tra industria dei rifiuti, riciclo meccanico e chimica. Il rapporto Agici evidenzia chiaramente che il potenziale industriale esiste già: bisogna ora garantire stabilità, certezza regolatoria e capacità di pianificazione per trasformare lo slancio attuale in un vero vantaggio competitivo. Le imprese italiane hanno dimostrato di voler investire; tocca ora alle istituzioni creare le condizioni per fare del riciclo chimico una colonna portante dell’ industria plastica del prossimo decennio.
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