PLAST Gennaio 2026 | Page 19

Divergenza delle politiche in Europa:“ Così si altera la concorrenza nel mercato unico”, avverte il presidente Centonze.

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Competitività energetica: allarme Unionplast

Divergenza delle politiche in Europa:“ Così si altera la concorrenza nel mercato unico”, avverte il presidente Centonze.

La crescente disarmonia tra le politiche energetiche e industriali adottate in Europa sta innescando un grave campanello d’ allarme per l’ intera manifattura italiana. L’ impatto è particolarmente severo per il settore della trasformazione delle materie plastiche, intrinsecamente dipendente dalla stabilità normativa e dall’ alto costo dell’ energia. Mentre l’ Italia celebra l’ arrivo delle regole operative per l’ Energy Release 2.0 – uno strumento giudicato“ positivo e atteso” da Unionplast – il divario con i competitor europei in termini di bolletta energetica e sostegno nazionale si allarga in modo preoccupante.

Un mercato unico a rischio distorsione Il presidente di Unionplast, Massimo Centonze, non usa mezzi termini nel denunciare il rischio:“ L’ Europa corre il rischio concreto di una competizione interna distorta e incoerente”. La radice del problema risiede negli ampi spazi di bilancio di cui godono alcuni Stati per sostenere i costi di energia, riciclo e investimenti, spazi che sono preclusi ad altri.“ Se alcuni
p Massimo Centonze, presidente di Unionplast
Stati dispongono di ampi spazi di bilancio, mentre altri devono muoversi entro vincoli stringenti, la promessa del mercato unico viene meno”, dichiara Centonze. Il presidente sottolinea inoltre che le misure italiane volte a calmierare il costo energetico – non configurabili come aiuti di Stato – hanno subito“ rallentamenti e verifiche prolungate”, a differenza di interventi ben più incisivi applicati altrove.
I competitor accelerano: Germania, Francia e Regno Unito La lista delle iniziative nazionali a supporto dell’ industria mette in luce la posizione sempre più penalizzante dell’ Italia:
• Germania: a partire dal prossimo anno, Berlino attiverà un meccanismo di prezzo calmierato dell’ elettricità a 50 €/ MWh per un triennio. Questa mossa straordinaria, resa possibile da un ampio margine fiscale, consoliderà la centralità industriale tedesca nei comparti energivori, dalla chimica all’ automotive.
• Francia: Parigi sta investendo massicciamente nel potenziamento della filiera del riciclo, integrandola nelle strategie di sovranità industriale. Ha costruito un sistema di incentivi stabili e prevedibili per gli impianti di recupero e rigenerazione dei materiali, creando un contesto normativo molto più equilibrato rispetto a quello italiano.
• Regno Unito: nonostante la Brexit, Londra rafforza i sostegni agli energivori: compensazione degli oneri di rete fino al 90 %, esenzione totale dai prelievi sulle rinnovabili e dai costi di capacità, e un piano di competitività di lungo periodo.
PNRR e Industria 5.0: il crollo delle risorse In questo scenario, l’ avvio del paradigma Industria 5.0 in Italia, sebbene promettente per la modernizzazione della manifattura, sconta una criticità drammatica: la disponibilità effettiva delle risorse. Unionplast denuncia lo storno improvviso di circa 3 miliardi di euro dai fondi PNRR Transizione, avvenuto a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle domande( 31 / 12). Questa manovra ha lasciato senza copertura un’ ingente mole di investimenti programmati dalle imprese.“ Il venir meno al fotofinish di circa 3 miliardi di euro blocca il rinnovo tecnologico e la transizione sostenibile della filiera italiana della plastica – dalla trasformazione al riciclo – ampliando il divario”, chiosa Centonze.“ Il risultato – conclude il presidente di Unionplast – è un’ Europa che appare come un mosaico di norme e interventi nazionali, con effetti cumulativi che rischiano di erodere la competitività della filiera italiana delle materie plastiche e, più in generale, la coesione industriale dell’ Unione”.
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