PLAST Febbraio 2026 | Página 63

Linea di selezione e separazione delle frazioni plastiche da RAEE: l’ elevata eterogeneità dei polimeri e la presenza di additivi rendono il riciclo di materia un processo tecnologicamente complesso
L’ industria del riciclo in Italia Nonostante le difficoltà, il rapporto segnala la presenza in Italia di operatori specializzati nel trattamento delle plastiche RAEE, dotati di impianti avanzati per:
• selezione meccanica e ottica;
• separazione per densità;
• decontaminazione e controllo delle sostanze pericolose. Si tratta di un comparto industriale con competenze consolidate, che tuttavia opera in un contesto di margini ridotti e forte esposizione alla volatilità dei prezzi delle materie prime vergini. In assenza di una domanda stabile di riciclato, gli investimenti tecnologici risultano difficili da sostenere nel medio-lungo periodo.
UNO DEGLI ELEMENTI MESSI IN EVIDENZA DA ASSOAMBIENTE È LA DEBOLEZZA DELLA DOMANDA DI MERCATO PER LE PLASTICHE RICICLATE DA RAEE
Questi polimeri sono spesso presenti in componenti multimateriale, accoppiati a metalli, inserti o rivestimenti, oppure caricati con additivi funzionali. In particolare, la presenza di ritardanti di fiamma, inclusi quelli bromurati nelle apparecchiature più datate, rappresenta uno dei principali fattori di complessità per il riciclo di materia.
Le criticità tecniche del riciclo Il rapporto Assoambiente evidenzia come il riciclo delle plastiche da RAEE sia penalizzato da una serie di criticità strutturali:
• variabilità qualitativa dei flussi in ingresso, legata a età, origine e tipologia delle apparecchiature;
• difficoltà di separazione efficace dei diversi polimeri;
• necessità di controlli analitici stringenti per garantire la conformità alle normative sulle sostanze pericolose;
• costi elevati di trattamento rispetto al valore di mercato del riciclato ottenuto.
Per queste ragioni, una quota ancora significativa delle plastiche da RAEE viene avviata a recupero energetico, soprattutto quando la qualità del materiale non consente una valorizzazione economicamente sostenibile come materia prima seconda.
Domanda debole e applicazioni limitate Uno degli elementi centrali messi in evidenza da Assoambiente è la debolezza della domanda di mercato per le plastiche riciclate da RAEE. Gli sbocchi applicativi restano in larga parte confinati a:
• componenti tecnici non estetici;
• applicazioni industriali a bassa criticità;
• utilizzi interni allo stesso settore elettrico ed elettronico, ma con specifiche molto restrittive.
Il salto verso applicazioni più qualificate – come i beni durevoli ad alto contenuto tecnologico – è ancora limitato, soprattutto per ragioni legate alla ripetibilità delle prestazioni e alla percezione del rischio da parte dei produttori.
Il ruolo della progettazione e dei produttori Il rapporto sottolinea come il rafforzamento del riciclo delle plastiche RAEE non possa prescindere da un maggiore coinvolgimento dei produttori di apparecchiature. In particolare, diventano centrali:
• il design for recycling, per ridurre la complessità dei materiali e facilitare la separazione;
• l’ uso di polimeri compatibili con il riciclo;
• una maggiore attenzione alla standardizzazione delle formulazioni. In questo senso, gli obiettivi di contenuto riciclato annunciati da alcuni grandi OEM nel settore degli elettrodomestici potrebbero rappresentare un fattore di traino decisivo per la filiera delle plastiche da RAEE.
Normativa e prospettive di sviluppo Dal punto di vista regolatorio, Assoambiente richiama la necessità di:
• maggiore chiarezza sui criteri di end-of-waste;
• strumenti di incentivazione della domanda di riciclato;
• un migliore coordinamento tra politiche RAEE ed economia circolare.
Senza un quadro normativo stabile e una domanda strutturata, il rischio evidenziato dal rapporto è quello di una progressiva marginalizzazione del riciclo di materia, con un conseguente aumento del ricorso al recupero energetico.
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