PLAST Dicembre 2025 | Page 48

TECNICA [ MACCHINE ]

( Credits: Pietro de Tilla- Elvio Manuzzi)
( Credits: Pietro de Tilla- Elvio Manuzzi)
Sopra: granuli di materiale rigenerato: il risultato del processo meccanico di frantumazione e vagliatura dei compositi post-uso
A destra: workshop di co-creazione con designer e PMI europee, impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti in materiale composito riciclato
quello vergine. Gli impianti esistenti possono essere usati con semplici modifiche di parametri, senza cambiare macchinari”. Un esempio concreto arriva da NTS, azienda italiana specializzata in BMC per l’ automotive, che ha già testato l’ integrazione di granulati da fibra di vetro rigenerata nei propri prodotti, ottenendo risultati meccanicamente compatibili con i materiali vergini.“ È una strada che permette di ridurre l’ impronta di carbonio dei componenti, contribuendo agli obiettivi ambientali del settore automotive e alle nuove normative sull’ uso di materiale secondario”, sottolinea Colledani.
Una risposta all’ urgenza dei rifiuti in composito La questione della gestione dei compositi è oggi centrale per diversi settori industriali, in particolare per l’ eolico e la nautica. Le stime parlano di oltre 70.000 tonnellate annue di rifiuti da pale eoliche solo in Europa, quantità destinate a crescere rapidamente nei prossimi anni con il fine vita delle installazioni di prima generazione. Molti operatori, tuttavia, rinviano il decommissioning proprio perché mancano soluzioni di riciclo economicamente e logisticamente sostenibili. L’ approccio mobile di YouRban offre una prospettiva nuova: avvicinare l’ impianto al luogo dove si produce il rifiuto, riducendo i costi di trasporto e l’ impatto ambientale della logistica. Come evidenziato durante i workshop tecnici del festival, la possibilità di effettuare pretrattamenti on-site – ad esempio per la frantumazione o compattazione delle pale eoliche dismesse – apre a modelli di gestione flessibili, adatti anche a cantieri temporanei o zone costiere.
Cultura, arte e consapevolezza ambientale Coerentemente con la visione del New European Bauhaus, il progetto YouRban integra scienza, arte e società in un unico ecosistema. Il festival ha affiancato ai momenti tecnici spettacoli, concerti e performance site-specific curati da Zona K, centro milanese di arti performative contemporanee, con l’ obiettivo di rendere tangibile la cultura della circolarità. Tra i protagonisti: Gaudats Junk Band, con strumenti costruiti da materiali di scarto, Trickster-P, El Conde de Torrefiel e Riciclato Circo Musicale, che hanno trasformato la Fabbrica del Vapore in un laboratorio creativo diffuso. Oltre 40 attività educative e workshop hanno coinvolto scuole, cittadini e imprese, offrendo un approccio esperienziale ai temi del riuso e del riciclo. Tour guidati, laboratori di co-creazione con materiali compositi e momenti di divulgazione hanno reso accessibile un tema complesso come la rigenerazione dei polimeri rinforzati, mostrando concretamente come la tecnologia possa tradursi in valore culturale e sociale.
Dal prototipo alla produzione: un nuovo paradigma circolare Con YouRban, il Politecnico di Milano e i partner del consorzio – Fibereuse Tech, Aivox, Syxis, Origoni Steiner, Labaula e Design Austria – hanno posto le basi per un nuovo paradigma nella gestione dei materiali compositi: flessibile, locale, scalabile e creativo. Un modello che coniuga tecnologia, design e comunità per affrontare una delle sfide più urgenti dell’ industria europea: dare una seconda vita ai materiali avanzati senza comprometterne le prestazioni. Il progetto continuerà nei prossimi mesi con attività di sperimentazione e trasferimento tecnologico alle imprese. Come ha concluso Colledani:“ Riciclare non significa solo chiudere un ciclo, ma aprire nuove possibilità di produzione e innovazione. Il nostro obiettivo è dimostrare che i compositi rigenerati non sono un compromesso, ma una risorsa per l’ industria del futuro”.
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