Nonostante il rallentamento del mercato, l’ industria europea dei macchinari per plastica e gomma resta leader globale, ma deve fronteggiare la crescita cinese e il protezionismo. Il rapporto Euromap 2025 indica la strada: digitalizzazione, interoperabilità e standard aperti per rafforzare competitività e sostenibilità.
ECONOMIA [ MERCATO ]
Nonostante il rallentamento del mercato, l’ industria europea dei macchinari per plastica e gomma resta leader globale, ma deve fronteggiare la crescita cinese e il protezionismo. Il rapporto Euromap 2025 indica la strada: digitalizzazione, interoperabilità e standard aperti per rafforzare competitività e sostenibilità.
Dopo due anni di contrazione della domanda e investimenti rallentati, l’ industria europea dei macchinari per materie plastiche e gomma si presenta al 2025 con un quadro complesso ma anche con una visione chiara: mantenere la leadership globale attraverso l’ innovazione tecnologica, la digitalizzazione e la definizione di standard aperti. È quanto emerge dal nuovo rapporto Euromap, l’ associazione che riunisce circa 500 costruttori europei del comparto, presentato in occasione della fiera K 2025. Il documento descrive un settore ancora forte, ma sotto pressione a causa delle tensioni geopolitiche, del protezionismo commerciale e della crescente competizione asiatica.
Macchinari: l’ Europa punta su digitalizzazione e standard aperti
Un contesto globale in rapido mutamento La produzione mondiale di macchinari per plastica e gomma resta dominata dall’ Europa, che nel 2024 ha rappresentato il 43 % della produzione globale in valore, davanti alla Cina( 33 %), agli Stati Uniti( 7 %) e al Giappone( 3 %). Tuttavia, il rapporto sottolinea come il vantaggio competitivo europeo si stia riducendo, in particolare a causa della crescita sostenuta dell’ industria cinese, che negli ultimi cinque anni ha più che raddoppiato la propria quota di mercato. Se la produzione resta il punto di forza europeo, lo è ancora di più l’ export, che raggiunge 13 miliardi di euro, contro gli 8,3 miliardi della Cina e meno di un miliardo degli Stati Uniti. Questi dati confermano non solo la superiorità tecnologica dei costruttori europei, ma anche la loro dipendenza dai mercati esteri: un fattore che rende il settore particolarmente sensibile ai cambiamenti delle politiche commerciali internazionali.
Germania, Italia e Austria: cuore industriale europeo La geografia produttiva interna mostra una forte concentrazione: la Germania copre da sola il 49 % della produzione europea,
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